Silver Housing Innovativo: Un Nuovo Modello Abitativo per il Benessere degli Over 65

Silver Housing Innovativo: Un Nuovo Modello Abitativo per il Benessere degli Over 65

Oggi in Italia vivono circa 14,2 milioni di persone con oltre sessantacinque anni. Questo dato, unito a un’aspettativa di vita che si estende fino a circa 86 anni, evidenzia l’importanza, sia a livello sociale e di welfare, di garantire soluzioni abitative che promuovano il benessere e l’autonomia per la popolazione senior per favorire e sostenere l’invecchiamento attivo. La longevità crescente, infatti, richiede un adeguamento dei modelli abitativi per rispondere alle esigenze di una popolazione che desidera mantenere la propria indipendenza il più a lungo possibile, pur con un crescente bisogno di sicurezza e assistenza. Mettere cioè la popolazione anziana al centro di un mondo di relazioni, in condizione di sentirsi utile, e di contribuire all’economia del paese.

L’Importanza di un Abitare Adeguato

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), la cosiddetta “Healthy Life Expectancy” (HALE) si attesta intorno ai 76 anni, evidenziando come l’ultimo decennio di vita possa essere segnato da problematiche di salute. Questo significa che, sebbene l’aspettativa di vita si sia allungata, la qualità della vita negli ultimi anni non è sempre ottimale. È quindi essenziale ripensare il modello abitativo per favorire un invecchiamento in salute, come sottolinea il concetto di “aging in place”: consentire agli anziani di rimanere nella propria casa il più a lungo possibile, mantenendo un ruolo attivo nella comunità e potendo accedere facilmente ai servizi di assistenza. Un’abitazione adeguata può prevenire molti problemi di salute, ridurre l’isolamento sociale e favorire un invecchiamento dignitoso e sereno.

Le Sfide delle Abitazioni Tradizionali

Molte case dove i senior hanno vissuto per decenni non sono più adatte a un invecchiamento sicuro e sereno. Gli appartamenti o le case di grandi dimensioni, spesso con barriere architettoniche come scale, bagni poco accessibili e mancanza di dispositivi di sicurezza, possono diventare un ostacolo al mantenimento dell’autonomia. Inoltre, le spese di manutenzione e i consumi energetici elevati di abitazioni datate possono rappresentare un ulteriore fattore di stress economico per le persone anziane. Le strutture assistenziali tradizionali, come case di riposo e RSA, risultano spesso soluzioni solo per chi ha necessità di cure mediche intensive, mentre la maggior parte degli over 65, ancora autosufficienti, potrebbe beneficiare di modelli più flessibili e orientati all’autonomia.

Cos’è il Silver Housing Innovativo?

Dalle ricerche sulla cosiddetta Silver Economy (fonte Confidustriagli over 65 risultano avere un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35); un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35); una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila); una solidità finanziaria superiore. Non isolarsi e mantenere contatti nella terza età, non privarsi di consumi secondari e culturali giova sia alla salute fisico psicologica dell’individuo che al sistema paese, contribuendo alla domanda interna. Una risposta alle esigenze abitative di una popolazione “silver” profondamente diversa dal passato, è il Silver Housing: uno modello abitativo che favorisce sia l’indipendenza che la socialità, ed integra appartamenti indipendenti con una serie di servizi personalizzati, in grado di evolversi con l’età e le esigenze degli inquilini. Questo approccio è già ampiamente diffuso nei Paesi anglosassoni e dell’Europa settentrionale e si distingue per:

– Sicurezza e comfort abitativo: Gli ambienti sono progettati per eliminare barriere architettoniche, come gradini e corridoi stretti, e includono dispositivi di sicurezza avanzati come sistemi di allarme e chiamata d’emergenza.
– Servizi di prevenzione e socializzazione: Oltre a check-up medici di base e servizi di assistenza leggera, queste strutture offrono attività culturali, ludico-sportive e occasioni di socializzazione, fondamentali per il benessere mentale e fisico degli anziani.

Modelli di Silver Housing in Europa

In Europa, diversi Paesi hanno sviluppato con successo modelli di silver housing:

– Regno Unito: Leader nel settore, con investimenti significativi in strutture che offrono appartamenti privati insieme a servizi comuni e assistenza sanitaria, spesso finanziati anche dal settore privato.
– Germania e Svezia: Hanno implementato villaggi per pensionati autosufficienti, composti da appartamenti privati e spazi comuni per attività sociali e ricreative, promuovendo un modello comunitario di supporto reciproco.
– Spagna: Barcellona ha sviluppato progetti di social housing per anziani, focalizzati sulla creazione di comunità coese e supporto reciproco. (Domus)

Questi modelli dimostrano come il Silver Housing possa rappresentare una valida alternativa ai modelli assistenziali tradizionali, ponendo al centro la persona e il suo bisogno di indipendenza.

Benefici del Silver Housing

Il silver housing offre numerosi vantaggi che vanno oltre la semplice disponibilità di un’abitazione. Tra questi:

– Autonomia: Gli anziani possono mantenere la propria indipendenza vivendo in appartamenti privati, senza la necessità di trasferirsi in strutture totalmente assistenziali.
– Sicurezza: Gli spazi sono progettati per eliminare barriere architettoniche e garantire un ambiente sicuro, con sistemi di allarme e assistenza remota.
– Socializzazione: Spazi comuni e attività organizzate promuovono l’interazione sociale, riducendo l’isolamento, una delle principali cause di declino psicologico nella terza età.
– Assistenza personalizzata: Accesso a servizi sanitari e di supporto che si adattano progressivamente alle esigenze dell’individuo.

Opportunità per l’Italia

Lo sviluppo del Silver Housing Innovativo rappresenta un’opportunità fondamentale per il futuro del settore abitativo in Italia. Tuttavia, per una diffusione ampia ed equa, è necessario:

– Sensibilizzare le famiglie: Informare sugli effettivi benefici del modello, superando il pregiudizio che lo associa esclusivamente alla perdita di autonomia.
– Promuovere accessibilità economica: Trovare soluzioni che rendano questo modello sostenibile anche per fasce di reddito medio, ad esempio attraverso partenariati pubblico-privati e agevolazioni fiscali.
– Incentivi normativi: Favorire la creazione di strutture attraverso normative che agevolino la riconversione di immobili esistenti o la creazione di nuove residenze integrate.

Il Silver Housing Innovativo non è solo un’alternativa abitativa, ma un modello che promuove una longevità sana e attiva, garantendo dignità e qualità della vita per milioni di italiani. Homes4All si impegna a promuovere soluzioni abitative sostenibili e inclusive, contribuendo a un futuro in cui ogni senior possa vivere con serenità e sicurezza, mantenendo un ruolo attivo nella propria comunità e ricevendo l’assistenza di cui ha bisogno nel tempo.


Guidare con uno scopo: la nuova leadership nel social housing

Guidare con uno scopo: la nuova leadership nel social housing

“Le case non sono solo edifici. Sono scelte politiche, culturali, sociali. E dietro ogni scelta, c’è sempre una leadership.”

In un tempo in cui il concetto stesso di abitare si trova al centro di tensioni sociali, trasformazioni urbane e diseguaglianze crescenti, la leadership nel settore del social housing non può più essere confinata alla sola amministrazione efficiente di risorse. Deve evolvere. Deve diventare una guida con uno scopo chiaro, umano e collettivo.

Purpose: molto più di una missione aziendale

Parliamo spesso di “purpose” come se fosse una moda manageriale. Un claim da inserire su una brochure o da esibire durante un pitch. Ma nel mondo del social housing, il purpose non è un’opzione: è la ragione stessa per cui esistiamo. Una leadership basata sul purpose non si misura solo in KPI o margini operativi, ma nella capacità di creare impatto reale nelle vite delle persone. È il tipo di leadership che si interroga continuamente: chi stiamo servendo? cosa stiamo cambiando davvero? quali ingiustizie stiamo contribuendo a correggere?

Guidare con uno scopo nel settore dell’housing sociale significa accettare la complessità di operare in territori fragili, spesso invisibili alle politiche dominanti. Significa comprendere che non stiamo solo “fornendo un tetto”, ma lavorando all’intersezione tra povertà, salute mentale, disuguaglianze etniche e isolamento sociale.

Leadership sistemica: la fine del leader-eroe

Viviamo in un’epoca che ci ha fatto credere nel mito del “leader eroico”, capace di risolvere tutto da solo. Ma nel social housing questa narrazione non funziona. Non può funzionare. Qui, la leadership è necessariamente collettiva, distribuita, relazionale. Non si tratta di avere tutte le risposte, ma di creare le condizioni affinché le persone – collaboratori, residenti, partner pubblici e privati – possano porre le domande giuste. E co-creare le soluzioni. Questo richiede coraggio. Ma non il coraggio dell’eroe solitario. Il coraggio della vulnerabilità, dell’ascolto, della delega autentica. Richiede di saper dire: non lo so, ma possiamo capirlo insieme.

Una delle intuizioni più potenti del nuovo modello di leadership è che guidare significa prendersi cura. Di sé, del proprio team, dei territori, delle comunità. È un’idea che scardina le logiche manageriali tradizionali, dove la produttività viene prima del benessere. In contesti in cui il burnout è una minaccia quotidiana – basti pensare al peso psicologico di chi gestisce emergenze abitative o progetti con famiglie vulnerabili – non possiamo permetterci una leadership che ignora l’umano. La cura diventa allora un atto politico e strategico. È parte del lavoro. È ciò che ci permette di durare, di innovare, di resistere.

Coinvolgere chi abita: non una buona pratica, ma un dovere

Non può esistere una leadership nel social housing che non metta le persone al centro dei processi decisionali. Questo non significa solo “fare partecipazione”, ma costruire veri e propri ecosistemi di fiducia. Perché se è vero che la casa è un diritto, è anche vero che le modalità con cui questo diritto viene esercitato parlano di potere, di riconoscimento, di inclusione. Il coinvolgimento degli abitanti non è solo una buona pratica. È un indicatore di maturità democratica. È la misura della nostra coerenza tra parole e azioni.

Troppo spesso termini come “inclusione” o “giustizia sociale” vengono usati come decorazioni nei discorsi istituzionali. Ma nel social housing – dove si opera a diretto contatto con le vulnerabilità – queste parole devono farsi carne. Una leadership davvero trasparente è quella che spiega, condivide, ammette, che mette in discussione le proprie scelte alla luce del bene collettivo. Una leadership equa è quella che distribuisce potere, che lavora sulle disuguaglianze strutturali, che riconosce la diversità non come una voce in bilancio, ma come una risorsa culturale e progettuale.

Il futuro dell’abitare ha bisogno di leader capaci di visione e ascolto

La sfida del nostro tempo non è solo costruire case ma immaginare un nuovo modo di abitare il mondo. Questo richiede tempo e probabilmente una nuova generazione di leader capaci di unire l’efficienza alla gentilezza, la strategia alla compassione. Leader che sappiano sostenere gli altri senza perdersi. Leader che non guidano da soli, ma con gli altri, per gli altri, tra gli altri. Perché, in fondo, guidare con uno scopo significa questo: trasformare il potere in possibilità, l’organizzazione in comunità, l’abitare in appartenenza.


Casa: un bene sempre più inaccessibile. Quali soluzioni per il futuro?

Casa: un bene sempre più inaccessibile. Quali soluzioni per il futuro?

Il mercato immobiliare in Italia è sempre più inaccessibile. Acquistare o anche solo affittare una casa è diventato un obiettivo sempre più irraggiungibile per milioni di famiglie italiane. Secondo i dati dell’Osservatorio Congiunturale 2025 dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), quasi 10 milioni di nuclei familiari si trovano in una situazione di impasse: troppo benestanti per accedere all’edilizia popolare, ma con redditi insufficienti per sostenere i costi del mercato immobiliare privato. Una emergenza abitativa che

Acquisto casa: un lusso per pochi

Uno degli indicatori chiave per misurare l’accessibilità all’acquisto di un’abitazione è la quota di reddito disponibile che una famiglia deve destinare al pagamento delle rate del mutuo. Secondo gli esperti, la soglia massima di sostenibilità è fissata al 30% del reddito. Ma i numeri ci raccontano un’altra realtà:

– Per le famiglie con redditi più bassi (fino a 15.000 euro annui), l’incidenza media della rata del mutuo è già al 38,8%, superando quindi il limite considerato sostenibile.
– Nelle grandi città il problema si amplifica: a Milano l’incidenza raggiunge addirittura l’82,9%, a Roma il 61,4%, e a Firenze il 61%.
– Per le famiglie della “fascia grigia” (redditi fino a 24.000 euro), la media nazionale è al 24,9%, ma a Milano si sale al 54% e a Napoli e Firenze al 41%.

Affitti sempre più cari: la seconda opzione è davvero sostenibile?

Di fronte alla difficoltà di acquistare casa, molti puntano sulle locazioni, ma anche qui i numeri sono preoccupanti. Secondo il rapporto Ance, l’indice di accessibilità per chi è in affitto – calcolato come il rapporto tra il canone annuo e il reddito disponibile – mostra una situazione critica:

–  Per le famiglie con redditi bassi, l’affitto incide in media per il 36,1% del reddito, con punte del 70% a Milano e 60% a Roma e Firenze.
–  Anche la fascia grigia soffre l’impatto degli affitti elevati, con una media del 23,2% su scala nazionale e percentuali che salgono fino al 46% a Milano.

L’emergenza abitativa non riguarda solo le fasce più deboli, ma si sta allargando anche al ceto medio, sempre più schiacciato tra salari stagnanti e costi immobiliari in costante aumento.

Un problema europeo, una soluzione comune?

Il problema della casa non riguarda solo l’Italia: tutta l’Europa si trova a fare i conti con un mercato immobiliare sempre meno accessibile. Proprio per questo, la Commissione Europea ha istituito il nuovo incarico di Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, affidato a Dan Jørgensen, con l’obiettivo di mettere il tema al centro dell’agenda politica dell’Unione. Anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è stata chiamata a intervenire, sviluppando strumenti finanziari per incentivare l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati.

Social Housing: una risposta concreta alla crisi abitativa

Di fronte a questo scenario, il Social Housing rappresenta una delle soluzioni più efficaci per rispondere all’emergenza abitativa. Offrendo case in affitto a canone calmierato, sostenibilità energetica e spazi pensati per la socialità, questo modello abitativo garantisce una risposta concreta a chi si trova nella cosiddetta “terra di mezzo” tra edilizia popolare e libero mercato.

In Italia, però, la conoscenza di questo strumento è ancora limitata: secondo il 3° Rapporto Federproprietà-Censis, solo il 28,6% degli italiani sa cos’è il Social Housing, e appena il 5,7% ne conosce davvero le caratteristiche.

Per questo è fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di modelli abitativi più inclusivi e sostenibili, affinché la casa torni a essere un diritto e non un privilegio per pochi.


Piani città-Demanio per ricreare valore dal patrimonio pubblico

Piani città-Demanio per ricreare valore dal patrimonio pubblico

Un Patrimonio sottovalutato che può trasformare il Paese

L’Italia vanta un patrimonio immobiliare pubblico di oltre 44.000 edifici e aree per un valore complessivo di circa 62,8 miliardi di euro. Si tratta di caserme, uffici, ex strutture industriali e beni storico-artistici, molti dei quali rimasti inutilizzati per decenni. Il potenziale inespresso di questi immobili rappresenta una grande opportunità per il Paese. Il nuovo approccio alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico mira a trasformare questi asset da costi passivi a strumenti di crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale. Questo processo non solo riduce il degrado urbano, ma crea nuove occasioni di sviluppo per le comunità locali, migliorando la qualità della vita dei cittadini e attirando investimenti privati. Inoltre, il riuso intelligente degli spazi permette di ottimizzare le risorse pubbliche e di ridurre la pressione sulle casse dello Stato, generando ricadute positive anche a livello fiscale.

Il nuovo approccio alla valorizzazione del Demanio

L’Agenzia del Demanio ha lanciato un ambizioso piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli immobili pubblici con un investimento di oltre 3,5 miliardi di euro, con un incremento degli stanziamenti previsto per il prossimo triennio. I principi chiave di questa trasformazione sono sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, elementi fondamentali per una gestione moderna ed efficiente del patrimonio pubblico. Attraverso il Piano Città degli Immobili Pubblici, l’Agenzia promuove una pianificazione partecipata, coinvolgendo enti locali, imprese e cittadini. Il nuovo modello gestionale punta alla rigenerazione urbana, al risparmio energetico e alla creazione di nuovi poli di attrazione economica e sociale. Questa iniziativa permette di ridurre le spese per le locazioni passive della Pubblica Amministrazione, con un risparmio stimato di 70 milioni di euro annui, che diventeranno 150 milioni dal 2027. Inoltre, la trasformazione degli edifici pubblici non riguarda solo il loro utilizzo, ma anche l’adozione di nuove tecnologie per la gestione digitale e predittiva degli immobili.

Esempi di Successo: Dai compendi abbandonati a Nuovi centri di Vita

Tra i progetti più rilevanti spicca il Parco della Giustizia di Bari, un’area dismessa di 15 ettari che verrà trasformata in un moderno centro giudiziario green, con un investimento di 405 milioni di euro. Questa iniziativa non solo centralizzerà gli uffici giudiziari, migliorando l’efficienza dei servizi pubblici, ma restituirà alla città un’area oggi inutilizzata, rendendola un nuovo punto di riferimento per la comunità. Un altro caso di successo è la trasformazione dell’ex carcere di Perugia in una cittadella della giustizia, che darà nuova vita a un edificio altrimenti abbandonato. A Torino, invece, la Manifattura Tabacchi diventerà un polo culturale e creativo, capace di attrarre giovani talenti e professionisti del settore culturale. Oltre a questi interventi, molti altri progetti sono in corso in diverse città italiane, contribuendo a ridisegnare il tessuto urbano e a rilanciare l’economia locale attraverso nuove opportunità di lavoro e sviluppo.

ESG e Innovazione Tecnologica: Il futuro della gestione pubblica

L’approccio alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è fortemente orientato ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), diventati ormai un punto di riferimento essenziale per lo sviluppo sostenibile. Gli interventi in corso permetteranno una riduzione delle emissioni di CO2, un miglioramento dell’efficienza energetica e una crescita della biodiversità urbana. L’adozione delle fonti rinnovabili e l’utilizzo di materiali eco-compatibili contribuiscono a garantire la sostenibilità degli interventi. La digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questo processo: l’uso di tecnologie avanzate come il Building Information Modeling (BIM) e i Digital Twin consente di ottimizzare la gestione degli edifici pubblici, riducendo costi e sprechi. Inoltre, il monitoraggio digitale delle strutture permette di prevedere interventi di manutenzione in modo proattivo, aumentando la durata degli edifici e riducendo l’impatto ambientale. L’obiettivo è quello di creare un patrimonio immobiliare resiliente, efficiente e a basso impatto ambientale, trasformando l’edilizia pubblica in un modello virtuoso per il settore privato.

Un nuovo paradigma per il patrimonio pubblico

La valorizzazione degli immobili demaniali rappresenta una straordinaria opportunità per l’Italia. Non solo permette di ridurre la spesa pubblica, ma accelera la rigenerazione urbana, favorisce la crescita economica sostenibile e contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Grazie a partenariati pubblico-privati, strumenti finanziari innovativi e una pianificazione strategica mirata, il patrimonio pubblico può diventare un motore strategico per lo sviluppo urbano e sociale. La collaborazione con il settore privato consente di attrarre investimenti nazionali e internazionali, favorendo un modello di redditività sostenibile che coniuga interesse pubblico e profitto privato. Il futuro della gestione degli immobili dello Stato passa attraverso un’ottimizzazione delle risorse, una visione orientata alla sostenibilità e una governance trasparente ed efficiente. Il patrimonio immobiliare, spesso percepito come un peso, può trasformarsi in una leva strategica per lo sviluppo del Paese, costruendo città più vivibili, efficienti e inclusive.

Homes4all abbraccia e incarna questa visione nella volontà di recuperare e rigenerare il patrimonio immobiliare dismesso, pubblico o privato che sia, per contrastare l’emergenza abitativa attraverso modelli di Social Housing.

Fonte: https://www.agenziademanio.it/it/in-evidenza/litalia-e-i-suoi-beni-2024/

PerMicro e Homes4All insieme per contrastare il disagio economico e abitativo

PerMicro e Homes4All insieme per contrastare il disagio economico e abitativo

L’accessibilità finanziaria come punto focale per la completa realizzazione dell’inclusione sociale

Homes4All, startup innovativa e società benefit che riduce l’emergenza abitativa favorendo la rigenerazione urbana grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale, annuncia l’avvio di una collaborazione strategica con PerMicro, intermediario finanziario specializzato in crediti e microcrediti per l’inclusione finanziaria. L’accordo mira a promuovere l’inclusione economica e sociale, offrendo opportunità concrete a persone in situazioni di vulnerabilità abitativa, economica e finanziaria.

Comunicato Stampa

L’impatto delle Società Benefit in Italia

L’impatto delle Società Benefit in Italia

Secondo la ricerca realizzata da Nativa in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tra il 2019 e il 2023, le imprese che hanno inserito obiettivi ESG hanno visto crescere di più il fatturato ed Ebitda rispetto a chi non lo ha fatto.

In Italia, a fine 2023 erano 3.619 le aziende che hanno scelto di inserire le finalità di impatto sociale e ambientale nel proprio statuto a integrazione dell’obiettivo di profitto, con un valore della produzione cumulato pari a oltre 40 miliardi di euro e un capitale umano che conta più di 180.000 persone.

Dal confronto con un campione rappresentativo di 15 mila imprese non Benefit è emerso come le società Benefit mostrino una dinamica migliore nella crescita del fatturato, con un incremento del +37% rispetto al +18% delle non Benefit. Un trend che si conferma per tutti i principali settori analizzati.

La fotografia che emerge è quella di un gruppo di aziende dinamiche capaci di riconoscere maggiormente il valore del capitale umano e, al contempo, avere una migliore ridistribuzione di ricchezza tra i lavoratori.

Tutti questi risultati identificano la Società Benefit come un’evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e una concreta espressione di innovazione. Noi crediamo molto in questo modo di fare impresa etico, responsabile e competitivo.

 

 

 

Affittasi: l’Italia riduce i tempi di locazione del 40%

Affittasi: l’Italia riduce i tempi di locazione del 40%

La scelta della casa è una tappa fondamentale per la maggior parte degli italiani, ma sono molti quelli che in questo periodo storico stanno rimandando l’acquisto, scegliendo di rimanere in affitto. Non è un caso che nel 2024, il mercato delle locazioni in Italia ha subito un’accelerazione senza precedenti: i tempi necessari per affittare un immobile si sono ridotti del 40% rispetto al periodo pre-pandemia, passando da una media di 4,3 mesi a soli 2,6 mesi. Questo trend, evidenziato da uno studio di Immobiliare.it Insights, sta trasformando il panorama abitativo del Paese

Dove si affitta più rapidamente?

– Palermo, Napoli e Bologna sono le città con i tempi più rapidi: appena 2,1 mesi per trovare un inquilino, con una riduzione del 52% rispetto al 2019.
– Milano segue con una media di 2,2 mesi, segnando una riduzione del 35%.
– Roma si attesta su 2,4 mesi, con un calo del 28%.
Al Nord, città come Genova (2,6 mesi, -38%) e Torino (2,4 mesi, -37%) si distinguono per la velocità delle locazioni.

Al contrario, città come Verona (3,4 mesi, -15%) e Firenze (3,6 mesi, -7%) mostrano riduzioni più contenute. Venezia rappresenta un’eccezione, con un aumento del 6% nei tempi medi, arrivando a 3,7 mesi, principalmente a causa dell’influenza della locazione turistica.

Perché il mercato accelera?

Maggiore domanda di affitti:
L’aumento dei tassi sui mutui ha reso l’acquisto di una casa meno accessibile, spingendo molte persone verso il mercato delle locazioni. Giovani, lavoratori in trasferta e studenti rappresentano le categorie più dinamiche.

Digitalizzazione del mercato:
Strumenti digitali come le piattaforme di annunci rendono più rapido l’incontro tra domanda e offerta, semplificando e accelerando i processi di ricerca e contrattazione.

Crescita di soluzioni flessibili:
I contratti transitori e a breve termine stanno guadagnando popolarità, soprattutto in contesti urbani, rispondendo alle esigenze di chi cerca mobilità e flessibilità.

Cambio nell’offerta:
Molti proprietari hanno scelto di riconvertire immobili destinati ad affitti brevi, meno redditizi dopo la pandemia, verso il mercato degli affitti tradizionali.

«Lo stato attuale del mercato immobiliare, con mutui meno accessibili e prezzi di compravendita in costante salita, insieme all’esigenza di maggiore flessibilità, soprattutto di quelle categorie, come studenti e giovani lavoratori, che non vogliono ancora impegnarsi nell’acquisto di una casa, hanno condotto a una progressiva crescita dell’interesse per l’affitto – afferma Antonio Intini, Chief Business Development Officer di Immobiliare.it – Di conseguenza, i tempi di locazione si sono fortemente accorciati in quasi tutta la Penisola, e lo hanno fatto soprattutto in quelle aree, vedasi le grandi città del Meridione, che nel 2019 presentavano tempistiche piuttosto dilatate rispetto al resto d’Italia e avevano dunque una margine di riduzione maggiore».

Le prospettive per il futuro

L’accelerazione delle locazioni riflette un mercato sempre più competitivo e dinamico, ma comporta anche sfide. Tra queste, l’aumento dei canoni e il rischio di esclusione per le fasce più vulnerabili. Inoltre, la crescente pressione sui prezzi potrebbe rendere necessario un riequilibrio normativo per garantire un accesso abitativo equo.

Per ulteriori dettagli, consulta il rapporto completo su Immobiliare.it.

 

 

 

Student Housing: opportunità e sfide di un settore in crescita

Student Housing: opportunità e sfide di un settore in crescita

Il settore degli alloggi per studenti in Italia sta vivendo una fase di significativa crescita e trasformazione, trainata dalla crescente domanda di un numero sempre maggiore di studenti universitari, inclusa una popolazione internazionale in espansione. Con 1,9 milioni di studenti iscritti in 98 università, la necessità di alloggi adeguati sta diventando un fattore cruciale sia per gli studenti che per il mercato immobiliare.

Il mercato degli alloggi per studenti in Italia in sintesi

Dati chiave:
– 98 università e 257 istituti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale).
– 1,9 milioni di studenti, con un aumento del 5% delle iscrizioni rispetto all’anno scorso.
– 74.000 posti letto disponibili, che coprono solo il 4% della domanda complessiva degli studenti.
Milano, Roma, Firenze, Torino e Bologna rappresentano la metà dell’offerta disponibile di alloggi per studenti.

La limitata disponibilità di strutture progettate appositamente per gli studenti (PBSA, Purpose-Built Student Accommodations) evidenzia un significativo divario tra domanda e offerta, particolarmente accentuato nelle principali città, dove il numero di studenti mobili e internazionali continua a crescere.

Domanda in aumento e offerta insufficiente

Mentre città come Milano e Bologna guidano l’attrazione di studenti internazionali, il tasso di copertura degli alloggi per studenti rimane basso rispetto ad altri paesi europei. Ad esempio:

– Tasso di copertura complessivo in Italia:
4%.
– Tasso di copertura nel Regno Unito: oltre il 30%.
Anche tra gli studenti mobili, la copertura è insufficiente, con Firenze che guida al 24% e Roma che segue con l’11%.

Le proiezioni indicano che entro il 2026, nonostante l’aggiunta di 21.000 posti letto attraverso 64 nuovi progetti, l’offerta non sarà comunque sufficiente a soddisfare la crescente domanda.

Opportunità di investimento

Il mercato degli alloggi per studenti in Italia è diventato sempre più attraente per gli investitori, sia nazionali che internazionali. Nel 2023, i volumi di investimento hanno raggiunto i 290 milioni di euro con otto operazioni, una parte significativa delle quali ha riguardato la conversione di immobili esistenti in alloggi per studenti.

Milano continua a dominare il mercato, rappresentando il 34% dei progetti in pipeline. Anche altre città come Torino, Bologna e Roma stanno registrando una crescita, con progetti di rilievo come:

– CX Novate Milanese: 960 posti letto, apertura prevista nel 2024.
– The Social Hub Roma: 500 posti letto, apertura prevista nel 2025.
– Ex Lavazza Torino: oltre 300 posti letto, apertura prevista nel 2024.

Perché le strutture PBSA stanno guadagnando terreno

Le strutture PBSA offrono un vantaggio competitivo rispetto agli alloggi tradizionali grazie ai loro servizi di alta qualità, ai design focalizzati sulla comunità e ai servizi aggiuntivi. Queste caratteristiche giustificano affitti più elevati e attraggono sia studenti internazionali che nazionali. Ad esempio, gli affitti medi per monolocali PBSA a Milano superano i 1.200 euro al mese, significativamente più alti rispetto alle opzioni tradizionali.

Sfide da affrontare

Nonostante gli sviluppi promettenti, permangono diverse sfide:

– Squilibrio tra domanda e offerta: Anche con nuovi progetti, il divario tra posti letto disponibili e necessità degli studenti rimane ampio.
– Aumento degli affitti: L’alto costo degli alloggi PBSA potrebbe escludere alcune fasce della popolazione studentesca.
– Concentrazione geografica: La maggior parte dei progetti si concentra in poche grandi città, lasciando scoperte le città universitarie più piccole.

Il futuro del settore

Il mercato degli alloggi per studenti in Italia presenta un’opportunità unica per crescita, innovazione e investimento. Affrontando il divario tra domanda e offerta, diversificando il focus geografico e mantenendo l’accessibilità economica, il settore può soddisfare le esigenze di una popolazione studentesca in crescita e al contempo garantire rendimenti interessanti per gli investitori. Per gli operatori immobiliari e nel campo dell’istruzione, il messaggio è chiaro: il mercato degli alloggi per studenti in Italia è un settore resiliente e in evoluzione con un potenziale ancora inespresso.

 

I criteri ESG come guida agli investimenti immobiliari sostenibili

I criteri ESG come guida agli investimenti immobiliari sostenibili

“Per noi la sostenibilità non è solo un buon investimento dal punto di vista immobiliare: è il cuore della nostra mission aziendale”.

Mario Montalcini, CEO Homes4All

In città che stanno cambiando spinte da nuovi obiettivi di sostenibilità, è fondamentale ‘fare impresa’ integrando i criteri ESG nel proprio modello. Bisogna pensare alla tutela dell’ambiente – sono ormai sempre più evidenti le conseguenze che stanno avendo i cambiamenti climatici – ma ancora di più bisogna considerare, e includere in maniera strategica nei piani di sviluppo aziendale, le esigenze delle persone che abitano le nostre città. Quale dovrebbe essere quindi il ruolo dell’investitore immobiliare ESG oriented? Come certificare se un progetto può definirsi un investimento sostenibile?

Testimonianze internazionali rivelano che nel real estate sta sempre più crescendo la consapevolezza che come e su cosa investire gioca un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità della vita delle persone. “I fattori sociali sono estremamente rilevanti per le nostre analisi di investimento. Un atteggiamento che si riflette nelle nostre attività di Corporate Social Responsibility (CSR), soprattutto riguardo alla promozione della salute e del benessere di chi vive nelle nostre proprietà. Non dico nulla di nuovo sottolineando che il settore immobiliare riveste un’influenza diretta sulla vita quotidiana delle persone: dopotutto, trascorriamo il 90% della nostra vita all’interno di un edificio dichiara Stéphane Villemain – CSR Vice President di Ivanhoé Cambridge, investitore e sviluppatore immobiliare canadese con asset internazionali.

L’importanza di investire nel benessere delle comunità è testimoniata dalle numerose certificazioni che attestano la qualità dei progetti messi in atto, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale. La certificazione LEED for Community, ad esempio, analizza la sostenibilità di materiali e tecniche costruttive impiegate, l’impatto ambientale degli edifici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Da sottolineare che la qualità della vita è uno degli otto parametri che influenzano il rilascio della certificazione.

Il riconoscimento WELL Community Standard, invece, analizza gli spazi costruiti dal punto di vista della comunità che li abita considerando tutto ciò che riguarda i movimenti delle persone nello spazio insieme alla possibilità di avere aria pulita, acqua di buona qualità, accesso a cibo sano, o ancora l’opportunità di partecipare a eventi sociali in aree pensate per migliorare la salute e il benessere delle persone. Entrambe le certificazioni sono verificate dal Green Business Certification Inc. (GBCI). Per raggiungere elevate performance ESG un progetto quindi dovrebbe tener conto di aspetti green come la riduzione dell’impronta di carbonio e del consumo energetico, ma anche aspetti sociali come l’accesso ai servizi e più in generale le condizioni che favoriscono il buon vivere. Con questo mix tra sostenibilità e benessere ci si allinea anche a quelle che sono le aspettative dunque degli stakeholder, sempre più orientati a investire in questo senso anche nel lungo periodo.

Per noi di Homes4All il coinvolgimento degli stakeholder è parte integrante del nostro lavoro quotidiano, attraverso un costante dialogo con affittuari, partner aziendali, dipendenti, rappresentanti della comunità, fornitori e soprattutto finanziatori e soci. Stiamo anche lavorando su modalità di analisi e misurazione dell’impatto sociale dei nostri edifici e delle nostre iniziative, in collaborazione con Fondazione Impact Housing che sta definendo dei parametri che possano certificare la qualità ESG con diversi partner europei. Siamo fiduciosi che questa attività innovativa sarà capace di attrarre sempre più lungimiranti investimenti a impatto.

 

 

 

Casa Green: L’Italia verso un futuro immobiliare sostenibile e ad alta efficienza energetica

Casa Green: L’Italia verso un futuro immobiliare sostenibile e ad alta efficienza energetica

L’Unione Europea ha recentemente approvato una direttiva fondamentale per il futuro dell’edilizia e dell’efficienza energetica: la direttiva Case Green, parte del pacchetto “Fit for 55%,” sancita dal Parlamento Europeo il 12 marzo 2024. Con questa norma, l’UE mira a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra nel settore immobiliare, trasformando il tessuto edilizio europeo in un modello di sostenibilità. Per l’Italia, questa direttiva rappresenta non solo una sfida epocale ma anche una potenziale spinta economica significativa, con una previsione di crescita del mercato immobiliare compresa tra 125 e 190 miliardi di euro entro il 2030.

Un impatto positivo su economia, energia e salute

Lo studio “Case Green, trasformazioni e prospettive del mercato immobiliare italiano” condotto da Bain & Company Italia, rivela come la direttiva porterà un’ondata di attività soprattutto nel settore delle ristrutturazioni edilizie, con una crescita stimata del 25-30% tra il 2026 e il 2030. Secondo Paolo Cerini, partner di Bain & Company, i benefici non si limiteranno alla sola sfera economica: migliorare l’efficienza energetica degli edifici contribuirà a ridurre la dipendenza italiana dai combustibili fossili e a rafforzare la sicurezza energetica del paese. Inoltre, la riqualificazione energetica inciderà positivamente sulle spese di riscaldamento e raffrescamento per gli inquilini, migliorando al contempo la qualità degli ambienti interni, un vantaggio che si rifletterà direttamente sul comfort e sulla salute delle persone.

Lo stato attuale degli edifici: un enorme potenziale di trasformazione

La direttiva si concentra sul miglioramento del vasto parco immobiliare europeo, di cui il 75% è considerato inefficiente dal punto di vista energetico. Gli edifici sono infatti responsabili del 40% del consumo finale di energia e del 36% delle emissioni di gas serra in Europa, con impatti significativi sull’ambiente e sulla salute pubblica. Oltre il 50% delle emissioni di particolato, sostanza nociva per le vie respiratorie, proviene dagli edifici.

L’ambizione è quella di trasformare l’intero parco edilizio europeo per renderlo a emissioni zero entro il 2050, puntando su costruzioni caratterizzate da un’efficienza energetica estremamente elevata e una drastica riduzione delle emissioni di carbonio. Alessandro Cadei, partner e leader EMEA della practice Energy di Bain & Company, spiega che la direttiva, pur richiedendo significativi investimenti, apre la porta a nuove opportunità di business, specie nel settore delle tecnologie per l’efficienza energetica e nell’integrazione di servizi innovativi da parte dei fornitori energetici.

Gli obblighi della direttiva Case Green: cosa cambierà

Le disposizioni della direttiva saranno applicate sia agli edifici nuovi sia a quelli esistenti:

  • Edifici nuovi: Dal 1° gennaio 2028, tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno rispettare gli standard di emissioni zero, con un’estensione a quelli privati a partire dal 1° gennaio 2030.
  • Edifici esistenti: Saranno introdotti obiettivi graduali di riduzione del consumo energetico, che porteranno gli edifici a rispettare lo standard di emissioni zero entro il 2050.

In Italia, il patrimonio immobiliare comprende circa 78 milioni di unità immobiliari, di cui 40 milioni – prevalentemente ad uso residenziale – potrebbero essere coinvolte nella riqualificazione energetica prevista dalla direttiva. Con l’85% di queste unità di proprietà privata, la trasformazione richiederà un coinvolgimento coordinato di proprietari, imprese, enti pubblici e investitori privati.

Le prospettive per il mercato immobiliare: opportunità e previsioni di crescita

La direttiva Case Green avrà un impatto su tutti i segmenti immobiliari, ma sarà particolarmente incisiva nel settore delle ristrutturazioni residenziali. Prima dell’approvazione della direttiva, il mercato italiano delle costruzioni residenziali era già proiettato verso una crescita moderata, con un incremento annuo previsto dell’1,2% fino al 2030. Tuttavia, grazie agli incentivi e alle nuove disposizioni normative, si prevede ora un incremento annuo aggiuntivo di 20-30 miliardi di euro nelle ristrutturazioni tra il 2026 e il 2030, con un totale di investimenti aggiuntivi stimato tra i 100 e i 150 miliardi di euro in cinque anni.

Anche gli immobili non residenziali vedranno un notevole sviluppo: il mercato delle costruzioni non residenziali potrebbe infatti crescere di circa 5-8 miliardi di euro all’anno, raggiungendo un valore stimato di 25-40 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.

Sfide e raccomandazioni: un impegno coordinato per un futuro sostenibile

La direttiva comporta importanti sfide organizzative e finanziarie per il governo italiano. Per garantire una transizione efficace verso un parco immobiliare sostenibile, saranno necessarie azioni su più fronti:

  1. Accelerare la riqualificazione energetica degli edifici,
  2. Semplificare le procedure burocratiche,
  3. Garantire l’accesso a incentivi adeguati,
  4. Supportare la crescita delle imprese specializzate nel settore,
  5. Ottimizzare le risorse finanziarie disponibili.

Cerini sottolinea l’importanza di una pianificazione strategica a lungo termine, in cui tutti gli attori del settore possano collaborare. Un impegno coordinato tra pubblico e privato potrebbe non solo ridurre i costi energetici per i cittadini, ma anche diminuire il fenomeno della povertà energetica, creando nuove opportunità di lavoro e contribuendo attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico.

Conclusione: la direttiva Case Green è un passo cruciale verso un futuro immobiliare sostenibile

La direttiva Case Green è molto più di una semplice norma ambientale: rappresenta una rivoluzione che può trasformare il patrimonio immobiliare italiano, rendendo le città più sostenibili, sicure e moderne. Attraverso un sistema di incentivi e politiche lungimiranti, l’Italia ha l’opportunità di diventare un leader nella transizione verde, costruendo un futuro in cui la sostenibilità energetica e il comfort abitativo vadano di pari passo.

 

 

 

 

Oxfam Italia premia Homes4All

Oxfam Italia premia Homes4All

Un impegno vero nella lotta contro le disuguaglianze

Siamo orgogliosi di annunciare che Homes4All si è aggiudicata il prestigioso Premio Oxfam Italia per il suo contributo nel creare – come recita la motivazione – “con fatti e mattoni una concreta alternativa alla gestione pubblica, e non solo, del problema dell’abitare”.

Ogni anno Oxfam Italia, associazione da sempre impegnata nella lotta contro le disuguaglianze, attribuisce un #riconoscimento pubblico a chi con il proprio lavoro ha lasciato un segno, dimostrando che è possibile combattere la #disuguaglianza generando un impatto positivo per le comunità, in Italia e nel mondo.

Il premio è stato ritirato dal nostro Marco Tabbia, durante la cerimonia “Combattere la disuguaglianza – Si può fare” tenutasi nella splendida cornice della Libreria Giunti di Firenze. Questo riconoscimento sottolinea l’impegno di Homes4All nel creare soluzioni accessibili e sostenibili per persone e famiglie in difficoltà, in particolare in contesti di vulnerabilità economica che ostacolano l’accesso alla casa.

L’evento ha ospitato figure di spicco come don Luigi Ciotti di Libera, con due giorni di confronto e condivisione che hanno visto la partecipazione di oltre 2.500 persone.

credito fotografico: Oxfam Italia

 

 

In Italia le famiglie preferiscono l’affitto

In Italia le famiglie preferiscono l’affitto

Come cambia il mercato immobiliare in Italia?

La recente ricerca dell’Osservatorio Affitti, condotta da Nomisma per conto di CRIF, mette in luce un cambiamento significativo nel comportamento delle famiglie italiane di fronte al mercato immobiliare. La perdita del potere d’acquisto e il rialzo dei tassi spingono sempre più persone a considerare l’affitto come un’alternativa all’acquisto della casa.

Le difficoltà riscontrate dalle famiglie a finanziare l’acquisto di una casa hanno fatto spostare il 7,3% della domanda dall’acquisto all’affitto, accentuando la pressione sul comparto. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra le famiglie monogenitoriali, i disoccupati, gli operai e i pensionati. Il trend sarà in crescita se si considerano anche gli sviluppi sociodemografici del Paese per cui si stima come entro il 2040, quasi il 39% delle famiglie sarà composto da persone sole che andranno a coprire una fetta crescente del mercato degli affitti.

D’altra parte, chi possiede più di un’abitazione vede nell’affitto un’opportunità per integrare il proprio reddito (il 61% dei proprietari). Tuttavia, questi locatori richiedono sempre più garanzie dagli affittuari, come il deposito cauzionale, un must nell’80% dei casi, e, in molti casi, una garanzia da parte di un parente. Chi possiede un’unica abitazione spesso preferisce gli affitti brevi, per i minori vincoli e le difficoltà legate agli sfratti. Gli operatori del settore prevedono che nei primi sei mesi del 2024 ci sarà un calo delle compravendite, mentre il mercato degli affitti rimarrà stabile sia per i contratti che per i canoni.

Quali soluzioni?

L’attuale scenario immobiliare riflette una sempre crescente preferenza verso soluzioni flessibili. Noi di Homes4All realizziamo un modello che risponde al bisogno abitativo offrendo alloggi adeguati ad un canone concordato e proporzionato al reddito e, allo stesso tempo, garantisce ai proprietari di immobili una rendita equa e sicura.

Leggi l’articolo completo -> Studio Nomisma 

 

 

 

La crisi del diritto alla casa in Europa

La crisi del diritto alla casa in Europa

Dall’Italia all’Irlanda, dalla Francia alla Polonia: tutti i paesi europei stanno affrontando una crisi abitativa.
In tutto il continente sempre più persone faticano a trovare una casa o vivono in situazioni abitative precarie. Il mercato immobiliare è distorto dall’aumento dei tassi d’interesse e dai costi di costruzione, e trovare un affitto accessibile in alcune città è un’impresa quasi impossibile. Quello che fino a poco tempo fa era un problema di alcuni paesi, ora si è esteso a tutta l’Europa, che è alle prese con la più grave crisi abitativa degli ultimi decenni.

 

Nonostante la dichiarazione di Lisbona impegni i paesi europei a garantire il diritto alla casa e ad eliminare la percentuale di senzatetto al zero percento entro il 2030, il numero è progressivamente cresciuto. Ogni notte in Europa, una popolazione paragonabile a quella di una città come Marsiglia o Torino è senza casa. Non si tratta esclusivamente di persone in condizioni di povertà assoluta anzi, in molti casi, il problema tocca persone con un lavoro, che però devono scegliere tra la spesa e l’affitto perché i loro stipendi non bastano più a tenere il passo con l’aumento del costo della vita. Sebbene, la qualità media delle abitazioni sia migliorata costantemente negli ultimi vent’anni, le abitazioni inadatte, isolate, non funzionali e anguste rimangono una realtà per milioni di europei che si confrontano con un’offerta abitativa inaccessibile e inadeguata.

La Finlandia: modello virtuoso

Grazie a politiche di Housing First, un modello innovativo di intervento nell’ambito delle politiche sociali per il contrasto alla grave marginalità sociale, basato sull’inserimento di persone senzatetto in singoli appartamenti indipendenti, il Paese ha segnato un cambio di paradigma rispetto al passato e allo scopo di favorirne uno stato di benessere dignitoso e forme di reintegrazione sociale

Si affronta l’esclusione sociale a partire dal riconoscimento del diritto alla casa come diritto umano di base e dal riconoscimento della libertà di autodeterminazione della persona. Il governo ha così investito nella costruzione e ristrutturazione di abitazioni sociali. La politica di investimenti, oltre a favorire la diminuzione dei senzatetto, ha più che compensato una considerevole riduzione dei costi legati all’assistenzialismo con un risparmio stimato di 10.000 € all’anno per persona.

Quali possibili soluzioni?

Politiche abitative adeguate di lungo periodo congiuntamente all’impact investing, ovvero investimenti finanziari privati in ambito abitativo, finalizzati a generare impatto positivo economico, sociale e ambientale, possono portare a una progressiva riduzione del fenomeno. Grazie al contributo dei nostri soci, Homes4All sta sperimentando modelli virtuosi che portano a incrementare il numero di soluzioni abitative a impatto.

“Il caso della Finlandia ci insegna che l’inversione di tendenza richiede tempo e che solo con politiche costanti sulla casa di 15-20 anni e l’apporto dell’impact housing è possibile ridurre se non eliminare il fenomeno.”

Freek Spinnewijn,

Direttore FEANTSA, European Federation of National Organisations Working with the Homeless.

 

 

 

È online la nuova Relazione d’Impatto 2023!

È online la nuova Relazione d’Impatto 2023!

 

Il reporting sulla sostenibilità è diventato un aspetto cruciale per le aziende che vogliono dimostrare il proprio impegno verso un futuro più sostenibile. Anche la nostra Società Benefit B Corp ha deciso di misurare l’impatto sociale delle sue attività e comunicare in modo trasparente i progressi verso tutti gli stakeholder.

Una strategia di sostenibilità per essere efficace deve stabilire degli obiettivi specifici, misurabili e con scadenze precise. Homes4All mira a costruire un’offerta immobiliare di impact housing che sia adeguata e funzionale e per questo ha deciso di perseguire obiettivi sociali il cui raggiungimento viene monitorato dunque attraverso appositi indicatori SMART. Gli outcome, ossia i cambiamenti generati dalle nostre attività, che abbiamo scelto di valutare e misurare sono:

1. Aumento dell’accessibilità

Garantire l’accesso alla casa in termini economici grazie ai canoni agevolati e alla riduzione dei tempi di attesa

2. Stabilità abitativa

La capacità e la possibilità di rimanere nella medesima abitazione almeno per tre anni consecutivi.

3. Miglioramento del benessere

Inteso come il superamento di altri disagi,oltre a quello abitativo, seppur correlati.

4. Empowerment

Attraverso attività di accompagnamento sociale che prevedono la definizione di progetti personalizzati e la sottoscrizione di patti di responsabilità.

5. Saving

Ovvero il risparmio complessivo per la pubblica amministrazione in relazione a famiglie di beneficiari incapienti o parzialmente capienti rispetto ad altre modalità di assistenza.

Nell’ultimo anno, Homes4All ha ottenuto risultati significativi nella lotta all’emergenza abitativa e nella rigenerazione degli immobili, con un occhio di riguardo alla transizione ecologica. All’interno di un contesto italiano dove il 7% del patrimonio immobiliare a uso sociale resta sfitto (circa 55 mila abitazioni) e il 48% delle richieste di alloggio popolare attende 10 anni, il modello Homes4All dimostra che un cambiamento positivo è possibile.

Il 2023 in numeri

 

Le storie

Soffermandoci sul miglioramento del benessere e dell’empowerment personale e familiare, se da una parte non si dispone ancora di metriche quantitative e comparabili negli anni, che nell’ambito dell’impatto sociale richiedono un investimento di risorse per la raccolta e la rielaborazione dei dati, dall’altra disponiamo invece di numerose evidenze qualitative, raccolte attraverso i questionari sottoposti agli inquilini al momento dell’ingresso, dopo 12 mesi e dopo 3 anni.

Con l’obiettivo di integrare la valutazione d’impatto sociale, ampliando così la comprensione delle esperienze personali e dei cambiamenti generati da Homes4All, si è scelto di utilizzare il “Metodo Narrativo”. Un metodo con una sua disciplina, una sua fondatezza e innovativo nell’approccio alla valutazione dell’impatto sociale, che si concentra sulle narrazioni personali e sulle storie di vita dei soggetti coinvolti.

Le storie personali di individui che hanno tratto beneficio da attività con un forte impatto sociale offrono una finestra viva e tangibile sul cambiamento che queste iniziative hanno generato. Attraverso domande aperte, si possono acquisire dettagli sulle sfide affrontate e sui momenti chiave di cambiamento, delineando in che modo il progetto o l’attività ha positivamente influenzato la vita delle persone coinvolte.

LA FAMIGLIA FELICITA

La famiglia Felicita è costituita da due figli minori e una donna, Irene, entrata nel progetto nel 2022, poco dopo una separazione e la perdita della casa. Il supporto del progetto è stato fondamentale nel trovare un appartamento adatto alle sue esigenze di spazio e costo, e nel sostenerla nella gestione quotidiana dell’immobile. I suoi rapporti con il vicinato sono positivi.

Grazie al progetto, Irene ha ricevuto un contributo che le ha permesso di gestire un debito pregresso per le utenze del gas senza un impatto significativo sulle entrate della famiglia e nonostante alcune difficoltà di salute, è riuscita a trovare un nuovo impiego più adatto alle sue esigenze familiari e di salute. Sostenuta dall’operatrice del progetto, Irene sta cercando corsi online per migliorare le sue competenze e trovare opportunità di lavoro part-time aggiuntive.

Nonostante le difficoltà iniziali, sia emotive sia pratiche, Irene e i suoi figli stanno ritrovando serenità e fiducia. Irene è focalizzata nel trovare opportunità lavorative che le consentano entrate più consistenti e la possibilità di trasferirsi in una casa più grande.

MARTIN

Martin è un adulto che si ritrova solo dopo aver lasciato un centro per rifugiati, sta vivendo la sua prima esperienza in un appartamento. Fin dall’inizio, ha manifestato sentimenti positivi, ritenendosi estremamente fortunato per aver trovato rapidamente, grazie a Homes4All, una casa accogliente con spazi e arredamento adatti alle sue esigenze, a differenza dei suoi amici che cercano invano per mesi.

Il rapporto con l’operatrice di riferimento è stato subito positivo, consentendo uno scambio formativo prezioso per migliorare le sue competenze per la vita indipendente. Le relazioni con il vicinato e la proprietà sono altrettanto positive.

Grazie al progetto, Martin ha acquisito una maggiore comprensione delle questioni come la tassa sui rifiuti e le forniture energetiche della casa, argomenti che lo interessano molto e per i quali è molto motivato a comprendere appieno i meccanismi.

 

Essere B Corp

 

 

Homes4All è certificata B Corp dal 2022, entrando così a far parte di un movimento globale di imprese che vedono il business come uno strumento per generare impatto. Le B Corp sono imprese convinte che la propria finalità non si esaurisca nel profitto, ma lavorano per massimizzare il proprio impatto positivo verso le comunità in cui operano, l’ambiente o i dipendenti usando il business come forza rigeneratrice per la società e per il benessere del pianeta.

In funzione della certificazione B Corp Homes4All ha adottato lo standard di valutazione internazionale Benefit Impact Assessment. Questo processo di valutazione prende in considerazione cinque categorie fondamentali, offrendo uno sguardo approfondito sull’impegno dell’azienda verso una gestione etica e sostenibile.

Le cinque aree di misurazione sono:
– Governance
– Lavoratori
– Clienti
– Comunità
– Ambiente.


SROI

 

 

L’indice SROI (Social Return on Investment) permette di costruire un racconto del cambiamento sociale generato attraverso un percorso partecipativo, qualitativo e quantitativo. Ci consente di migliorare la nostra strategia di comunicazione e accountability, aumentare la trasparenza nell’utilizzo delle risorse e attrarre nuovi capitali potendo dimostrare la validità del nostro operato.

L’indice SROI dunque può essere interpretato come un indice di efficienza, in quanto misura la capacità di Homes4all di trasformare le risorse investite in azioni capaci di generare un ritorno sociale. Un indicatore chiaro dell’impatto sociale ed economico delle nostre attività su beneficiari e stakeholder.

Nel corso del 2023 Homes4All ha generato un ritorno sociale di 3,24€ ogni 1,00€ investito. Tale risultato conferma l’elevato ritorno in termini di valore sociale del supporto generato da Homes4All per aiutare le famiglie in situazioni di difficoltà o emergenza abitativa.

 

Osservatorio sul Merito – L’intervista a Mario Montalcini

Osservatorio sul Merito – L’intervista a Mario Montalcini

Un nuovo modello di Housing Sociale

15 Maggio  2024 –  Il nostro amministratore delegato, Mario Montalcini, ha recentemente rilasciato un’intervista sull’Osservatorio sul Merito, inserto allegato alla stampa nazionale. Incalzato dalle domande di Cristiana Golfarelli ha delineato e raccontato la nostra idea di business ad impatto sociale.

Dalle sue parole emerge come Homes4All si configuri un progetto di housing sociale innovativo capace di contrastare la sempre più crescente emergenza abitativa grazie a una rete di investitori privati sensibili a logiche di sostenibilità. Un modello che punta a reperire, riqualificare e gestire immobili locandoli a famiglie in temporanea difficoltà a un canone accessibile.

Leggi l’intervista completa – Clicca qui 
HOMES4ALL VINCE IL PREMIO FUTURE 4 CITIES – CATEGORIA INNOVAZIONE

HOMES4ALL VINCE IL PREMIO FUTURE 4 CITIES – CATEGORIA INNOVAZIONE

Il progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione di innova” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo Innovazione Sociale, vincitore della prima edizione del premio Future 4 Cities per la sua capacità di produrre cambiamento nelle nostre Città grazie ad un innovativo ecosistema pubblico-privato.

Comunicato stampa.

 

Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova: un anno di sperimentazione

Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova: un anno di sperimentazione

Dopo il primo anno di sperimentazione, il progetto “Homes4All: a Torino il diritto all’abitazione si innova”, promosso dalla Città di Torino, presenta i primi risultati raggiunti che dimostrano come sia possibile rispondere in maniera efficiente al problema dell’emergenza abitativa attraverso il dialogo e la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e privati.

Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora e ci auguriamo di proseguire in maniera altrettanto efficace grazie al contributo di tutti i soggetti coinvolti e al sostegno del Fondo per l’Innovazione Sociale.

L’attività di monitoraggio di Euricse per il progetto “Homes4All”

L’attività di monitoraggio di Euricse per il progetto “Homes4All”

Uno degli aspetti più innovativi del progetto “Homes4All –  a Torino il diritto all’abitazione si innova” è la definizione di indicatori per il monitoraggio e valutazione delle attività svolte in accordo a tre principali outcome attesi di lungo periodo: stabilità abitativa, aumento dell’accessibilità, miglioramento del benessere e dell’empowerment personale e familiare.

Ascolta l’intervista completa a Chiara Carini di Euricse – ente valutatore esterno per la fase sperimentale del progetto Homes4All – dove racconta i risultati raggiunti in questo primo anno di lavoro!

Presentazione dei risultati del primo anno di progetto

Presentazione dei risultati del primo anno di progetto

Ieri abbiamo presentato i risultati del primo anno di attività del progetto  “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” promosso dalla Città di Torino in partenariato con Homes4All srl Società Benefit, Brainscapital srl Società Benefit, Homers srl Società Benefit, Associazione ACMOS e Camera di Commercio di Torino.

Siamo orgogliosi che il modello delineato dal progetto Homes4All si stia affermando come una risposta innovativa ed efficace alle nuove istanze sociali.

Grazie a tutti coloro che ieri hanno condiviso con noi questo importante momento e ai relatori presenti!

 

Rassegna Stampa dell’evento

Il TorineseHomes4All, da Torino un nuovo modello di housing sociale

TorinOggiContrasto all’emergenza abitativa: Homes4All accompagna 2 famiglie verso la stabilità economica grazie alla casa

Torino Click Homes4All, da Torino un nuovo modello di housing sociale. Presentati i risultati della sperimentazione

Newsletter AspesiHomes4All, da Torino un nuovo modello di housing sociale

Gli immobili del progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova”

Gli immobili del progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova”

 

“Gli appartamenti consegnati ai beneficiari del progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” rinnovati grazie al Fondo Innovazione Sociale, hanno subito manutenzioni base riguardanti in primo luogo l’adeguamento degli impianti per la loro messa a norma, la sostituzione delle caldaie per renderli più efficienti, oltre alle attività di tinteggiatura e pulizia di fine cantiere. Inoltre sono stati dotati tutti di cucina completa e del necessario per soddisfare le esigenze dei futuri inquilini.”

Ascolta l’intervista completa a Elisa Omegna, architetto responsabile della valutazione immobiliare di Homes4All, in cui racconta tutti gli interventi fatti per rendere salubri e accoglienti gli immobili del progetto e i risultati ottenuti circa riduzione dei tempi di attesa e risparmi economici generati.

Il progetto Homes4All: i primi risultati della sperimentazione

Il progetto Homes4All: i primi risultati della sperimentazione

“Homa4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” è un progetto nato per rispondere in maniera efficace ed efficiente al tema dell’emergenza abitativa, coinvolgendo numerosi attori pubblici e privati, sia che essi siano profit, del terzo settore o investitori. La dimostrazione si trova nei primi risultati della fase di sperimentazione, iniziata a settembre dello scorso anno, che vede tutti i partner impegnati nell’implementare il modello definito nello studio di fattibilità (fase I del progetto).

Rispetto i beneficiari sono stati presi incarico finora 18 nuclei (5 incapienti, 13 parzialmente capienti) per un totale di 49 persone di cui 16 minori e 3 persone con disabilità. Diversi adulti accompagnati sono inoccupati e molti altri lavorano con contratti a tempo determinato o tirocini, non sufficienti a garantire una stabilità di reddito familiare. Uno degli obiettivi del progetto è proprio quello di migliorare le condizioni economiche e lavorative dei beneficiari, avviando dunque un percorso di autonomia abitativa. Questo risultato è stato già conseguito da 2 nuclei che sono in procinto di ultimare il loro percorso di accompagnamento sociale: su 5 adulti presenti, 4 hanno trovato lavoro di cui 2 a tempo indeterminato, raggiungendo quindi gli obiettivi di stabilità e migliorando le condizioni di benessere familiare.

Inoltre altri 2 nuclei “pilota” hanno sperimentato l’accompagnamento sociale già al termine della fase I dedicata allo studio di fattibilità: entrambi hanno raggiunto gli obiettivi del patto e sono stati inseriti in casa popolare. 

La fase sperimentale del progetto si compone inoltre di altre attività abilitanti all’erogazione del servizio, ossia la ricerca, la ristrutturazione e messa a disposizione di unità immobiliari idonee ad ospitare le famiglie. Il progetto mira infatti a costruire un’offerta immobiliare di social housing che sia adeguata e funzionale al perseguimento degli obiettivi di outcome previsti. Tali attività, anche se sono complementari al servizio, sono dunque essenziali, perché costituiscono la base su cui si poggerà tutta la sperimentazione. Esse possono essere dettagliate in attività di scouting immobiliare, direzione tecnica e coordinamento gestione immobiliare, messa a norma, ristrutturazione e riqualificazione dell’immobile e reperimento finanziamenti privati.

In tutto sono state ristrutturate 4 unità attraverso i fondi messi a disposizione dal FIS. Si tratta di bilocali tra i 48 e 63 mq che hanno subito lavori di manutenzione necessari alla loro messa a norma e minime misure di efficientamento energetico rendendoli così luoghi ospitali e accoglienti. In circa 3 mesi e con un costo di ristrutturazione di circa 100 €/mq. 4 famiglie hanno trovato una casa accogliente e sicura.

Emergenza casa: un problema che ci vede tutti coinvolti

Emergenza casa: un problema che ci vede tutti coinvolti

Non solo studenti, ma anche lavoratori precari, immigrati o semplicemente famiglie che vivono nelle grandi città e che faticano a far quadrare i conti: sono sempre di più le persone che si percepiscono in una condizione di emergenza abitativa. A testimoniarlo non solo le manifestazioni studentesche alla ribalta mediatica, ma anche i dati raccolti in importanti indagini di settore: 2 famiglie su 3 non ritengono adeguato il proprio reddito per far fronte alle spese primarie (Nomisma, 2022) e dichiarano che le spese relative alla casa pesano troppo sul proprio budget (Censis,2022). Un report ISTAT del 2022 conferma questi dati: 2,5 milioni di famiglie sono in sovraccarico ovvero spendono per l’abitazione oltre il 40% del reddito familiare disponibile.  Se si aggiungono le spese legate al mobilio e alle utenze arriviamo ad un’incidenza del 53,4%, percentuale destinata a crescere visto il “caro energia” che sta interessando la nostra nazione a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina. 

E nel mentre gli affitti crescono, specialmente nelle città universitarie: dal 2018 ad oggi il prezzo medio è aumentato del 7,5% a Milano e del 5,1% a Bologna contro un +3,6 medio nazionale. Diversamente questo non avviene per il reddito pro-capite: in Italia sono 3 mln i contratti precari e oltre 4 mln e mezzo i lavoratori “poveri”, specialmente giovani. Secondo l’Osservatorio Inps pubblicato a dicembre il reddito medio annuo dei lavoratori dipendenti e autonomi tra i 20 e 24 anni si è attestato nel 2021 in media ai 9.911 euro, tra i 25 e 29 anni a 15.629 euro. Se un affitto viene ritenuto economicamente sostenibile solo quando non supera il 30% del proprio reddito allora le metropoli si confermano insostenibili: Torino è una delle poche città in cui abbiamo questa percentuale, a Bologna si rileva invece un rapporto del 43% per arrivare al 51% di Milano. 

Nel Paese con il numero di laureati più basso in Europa, «il diritto allo studio se non è un diritto va chiamato privilegio» – scrive Marco Bentivogli il 14 maggio su La repubblica – a causa di posti letto sempre più cari, distanze da colmare, tirocini full time senza rimborso che impegnano gli studenti affaticando la possibilità di studiare e lavorare allo stesso tempo. Una tema di precarietà abitativa che si intreccia al tema degli affitti brevi, delle tassazioni, delle seconde case vuote, dello spopolamento delle aree interne. 

Va ripensato a livello sistemico il tema abitativo, immaginando e sviluppando modelli capaci di assicurare una casa ‘abbordabile’ dove vivere dignitosamente.  

Homes4All promuove il recupero di questo patrimonio immobiliare vuoto, mettendolo in affitto a canoni agevolati, con il coinvolgimento di attori e finanziamenti anche del settore privato, secondo lo schema della finanza di impatto, con l’auspicio di diventare un piccolo tassello in questo cambiamento. 

Scopri cosa puoi fare anche tu! 

L’accompagnamento sociale nel progetto “Homes4All: a Torino il diritto all’abitazione si innova”

L’accompagnamento sociale nel progetto “Homes4All: a Torino il diritto all’abitazione si innova”

 

“Un nucleo incapiente: una famiglia con tre minori a carico di origine straniera dove entrambi i genitori non avevano un’entrata fissa ogni mese. Siamo riusciti ad attivare una rete che permettesse loro di trovare un contratto di lavoro stabile in modo che la famiglia, nei prossimi mesi, possa raggiungere una condizione di autonomia abitativa.”​

Questa è una delle storie delle famiglie di Homes4All, raccontata da Isabella Spezzano, responsabile dell’accompagnamento sociale nel progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova”.

Guarda l’intervista completa e scopri altre storie dei beneficiari del progetto e quali sono gli obiettivi del percorso di cui è responsabile la Cooperativa Nanà.

 

L’accompagnamento sociale degli inquilini nel progetto Homes4All

L’accompagnamento sociale degli inquilini nel progetto Homes4All

Il contesto socio-economico in cui viviamo sta influenzando notevolmente la domanda abitativa: sono sempre più le categorie sociali, come anziani, famiglie mononucleari e immigrati, che non trovano risposta nel mercato immobiliare a causa da una parte della contrazione del reddito disponibile e al contrario di un progressivo aumento del costo degli affitti e dei prezzi legati al settore immobiliare. 

«Gli affitti in media sono aumentati del 20% – conferma Sergio Contini, segretario piemontese di Sunia (sindacato nazionale inquilini e assegnatari) – e la tendenza è in continua crescita, si arriva anche a un +30%. Il mercato è impazzito, abbiamo già ricevuto numerose segnalazioni in tal senso. L’inflazione corre e i proprietari degli immobili riversano tutto sulle tasche degli utenti, che però si trovano già a combattere con il caro vita. I canoni di locazione stanno diventando insostenibili per troppe famiglie»[1].

A confermare gli aumenti degli affitti è anche l’ufficio studi dell’agenzia immobiliare Abitare Co, che ha analizzato l’incremento dei prezzi nel 2022 rispetto al 2014-15 nelle otto principali città metropolitane, tra cui Torino, il cui aumento in media è del 25%.

450.000 le famiglie in Italia che hanno già ricevuto uno sfratto esecutivo o che lo riceveranno nel 2023 e sono 1 milione i nuclei che temono di non riuscire a onorare le rate del mutuo.[2] Un problema sempre più allarmante e che coinvolge tutta l’Italia.​

Il progetto “Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” si rivolge proprio alle persone che vertono in condizioni di fragiltà socio-economica e di disagio abitativo, che vivono in situazioni inadeguate – ossia appartamenti non salubri e sovraffollati – o di insicurezza abitativa – cioè a rischio di violenza domestica o sfratto per morosità. Si tratta di target molto diversificati di popolazione sia per reddito sia per percorsi personali.

accompagnamento sociale degli inquilini nel progetto Homes4All

accompagnamento sociale degli inquilini nel progetto Homes4All

Dati relativi ai nuclei familiari collocati dalla Unità Operativa Abitare Sociale del Servizio Prevenzione Fragilità Sociali della Città di Torino nell’anno 2019.

Tra i fattori che concorrono alla fragilità socio-economica si rileva uno scarso livello di competenze professionali e sociali, che rende difficile l’ emanciparsi da opportunità lavorative incerte e malpagate, o condizioni di salute precarie come disabilità e invalidità che stravolgono il nucleo nella sua totalità, sia quando colpiscono l’unico componente del nucleo portatore di reddito, sia quando il bisogno di cura di un familiare impedisce di lavorare. A questo quadro si aggiungono situazioni improvvise e non previste quali separazioni conflittuali, divorzi o lutti, condizioni che non solo incideranno negativamente sul fronte economico, ma che impattano profondamente sulla sfera personale ed emotiva.

Il progetto ambisce a migliorare la qualità della vita di queste persone garantendo loro il diritto alla casa e all’abitare.  

Dell’identificazione e selezione dei beneficiari è responsabile I servizi Sociali della Città di Torino. Tenendo conto dei diversi fattori di valutazione quali numero e composizione del nucleo familiare, problematiche socio-sanitarie, nonché tempi di registrazione dell’istanza, si procede con il matching sulla base degli alloggi effettivamente disponibili. Il requisito reddituale affinché il nucleo possa risultare beneficiario del progetto è che l’ISEE sia inferiore a 26.000 euro.

Dopo aver individuato i nuclei ed immobile, il servizio si articola in un sistema di attività di accompagnamento a favore dei beneficiari con l’intento di creare le condizioni tali per il mantenimento della stabilità abitativa. Acmos[3] è responsabile di questa attività e svolge anche un ruolo di facilitazione, ricercando le risorse nel territorio, attivando reti di sostegno al nucleo e connettendole ad esso.

L’attività di sostegno, monitoraggio e facilitazione​ consiste nell’assistenza degli inquilini per 18 mesi dall’inizio della locazione attraverso:​

  •       riunioni di coordinamento con i servizi sociali​​
  •       supporto per l’inserimento o re-inserimento nel mondo del lavoro​
  •       promozione di laboratori di educazione finanziaria​
  •       supporto nel recupero dei canoni di locazione
  •       colloqui ​ di monitoraggio ​ con i beneficiari​
  •       progettazione ​ di un piano di azioni utili al raggiungimento ​ degli obiettivi ​
  •       mappatura​ delle risorse territoriali

Il progetto di accompagnamento viene personalizzato sulla base dei bisogni del nucleo familiare ed è predisposto congiuntamente ai servizi sociali e la famiglia stessa. Ai beneficiari, al momento 18 nuclei per un totale di 49 persone, viene richiesto di sottoscrivere un patto di adesione e corresponsabilità rispetto alle finalità del progetto. La formalizzazione dell’impegno reciproco determina l’impegno a partecipare attivamente al percorso di accompagnamento, definendone gli obiettivi e concordando i correlati indicatori di valutazione. L’attività di empowerment cerca di rafforzare in questo modo risorse personali abilitando i soggetti all’autonomia abitativa.

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[1] Corriere della Sera, 12 Gennaio 2023

[2] La Stampa, 21 Aprile 2023

[3] L’Associazione Acmos, nata nel 1999 da un gruppo di giovani provenienti da diverse esperienze di volontariato e di impegno sociale, vanta una significativa esperienza nel campo dell’housing sociale. Accomunati dal desiderio di cercare insieme percorsi di solidarietà e giustizia, di partecipazione e responsabilità, l’Associazione Acmos si prefigge come scopo di promuovere e sostenere l’inclusione democratica, attraverso progetti di educazione ai valori della cittadinanza attiva.

 

Progetto di fusione

Progetto di fusione

Il Consiglio di Amministrazione della società ha deliberato in data 12 aprile 2023 l’operazione straordinaria di fusione per incorporazione di Homers SBrl all’interno di Homes4all SBrl.

Secondo quanto previsto dall’articolo 2501-ter del Codice civile, in alternativa al deposito presso il Registro delle imprese, il progetto di fusione viene pubblicato sul sito internet della società chiamata a deliberare l’operazione di fusione, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l’autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione, nel rispetto dei termini di cui all’art. 2505 quater.
Si allegano due documenti identici scaricabili in PDF, uno in formato consultabile e uno firmato digitalmente con marca temporale per la certezza dell’autenticità, dell’immodificabilità e della data di pubblicazione.
Il presidente – Giorgio Mosci
Un modello di innovazione sociale a sostegno dell’abitare a Torino

Un modello di innovazione sociale a sostegno dell’abitare a Torino

Affrontare il tema dell’emergenza abitativa in Italia significa calarsi in un contesto culturale per cui la casa, o meglio il suo possesso, sono sinonimo di sicurezza. Tuttavia i cambiamenti in atto nella composizione socio-demografica del Paese vedono emergere categorie sociali che si troveranno ad affrontare sempre più situazioni strutturali di precarietà economica e lavorativa, spesso non in grado di garantire la possibilità di un acquisto. Dato preoccupante, soprattutto se riletto alla luce dell’odierna forte rigidità del mercato della locazione.

Il mercato immobiliare in Italia rischia in questo senso “di aprire una frattura profonda tra i fabbisogni espressi dalla società e la reale possibilità di trovare una risposta adeguata”.¹

Per quel che riguarda la Città di Torino i dati forniti dalla Camera di Commercio per il 2021² ci mostrano che i costi per l’abitazione rappresentano la prima voce della spesa non alimentare delle famiglie torinesi – 39,2% – con un trend in crescita: sono incrementate addirittura di 30 euro medi mensili rispetto ai livelli pre-Covid. Questo dato che riflette il dato nazionale secondo cui 2,5 milioni di famiglie sono in sovraccarico ovvero spendono per l’abitazione oltre il 40% del reddito familiare disponibile³.  Se si aggiungono le spese legate al mobilio e alle utenze arriviamo ad un’incidenza del 53,4%. È presumibile che tale percentuale sarà destinata ancora a crescere visto il “caro energia” che sta interessando la nostra nazione a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina. 

Un altro dato rilevante è che le famiglie in condizione di “autosufficienza/debolezza” a Torino sono il 42%. Con questo termine si identificano quei soggetti che tendenzialmente riescono con il proprio reddito a quadrare il bilancio familiare, trovandosi però al margine di un equilibrio economico che può facilmente vacillare di fronte a eventi critici quali per esempio perdita del lavoro, insorgenza di problematiche sanitarie, separazioni, ecc. È importante sottolineare il crescente divario tra le famiglie “abbienti” e quelle in condizione di “autosufficienza”, probabilmente accentuato dall’emergenza sanitaria vissuta nell’anno precedente, che si traduce in minore propensione al risparmio, minore potere d’acquisto e calo del reddito familiare per le famiglie “deboli”. Sono le persone sole e le coppie con figli le più fragili: esse dichiarano di non aver reddito sufficiente per far fronte alle spese  (rispettivamente il 42% e il 27% delle famiglie)  e di aver dovuto ricorrere all’indebitamento (quota pari al 33% per entrambe le tipologie). Questo dato è strettamente connesso alla condizione economica: nel 2021 infatti quasi una persona sola su due si colloca nella fascia di “debolezza/autosufficienza”, percentuale nettamente superiore a quella evidenziata dagli altri nuclei familiari, fatta eccezione dai mono-parenti dove la quota raggiunge il 50%.

 


¹ Report di Cassa Depositi e Prestiti (riportato da Carriero, Antellini Russo, Screpanti in una ricerca del 2018)
² Osservatorio Sulle Spese Delle Famiglie Torinesi: Anno 2021, Camera di commercio di Torino
³ Report Istat Gruppo di lavoro sulle politiche per la casa e l’emergenza abitativa, 2022

Ricerca sulle Startup e Sistema dell’Innovazione: Torino al raddoppio negli investimenti di Venture Capital

Ricerca sulle Startup e Sistema dell’Innovazione: Torino al raddoppio negli investimenti di Venture Capital

Torino è la 2a città in Italia dopo Milano per investimenti di Venture Capital: nel 2022 sono stati raccolti 400 milioni di euro, circa il 20% degli investimenti in Italia. Un quadro di grande crescita in cui gli investimenti sono addirittura raddoppiati, sorpassando in Europa anche Lione e Rotterdam per la capacità di attrarre capitali. 

Questo rivela “Ricerca sulle Startup e Sistema dell’Innovazione a Torino” del Club degli Investitori con la collaborazione di Comitato Torino Finanza, ESCP Business School, Growth Capital e ToTeM – Torino Tech Map. 

Gli highlights 

  • 671 le Startup e le PMI innovative attive in città; 
  • 289 mln di euro di fatturato e 6.500 sono i posti di lavoro generati 
  • 203.000 euro (+ 53%) l’andamento del valore medio della produzione > inferiore solo del 4% al dato nazionale 
  • 81% delle Startup torinesi che han raccolto capitali nel 2022 ha una vocazione internazionale 
  • 27 i tech hub tra acceleratori e incubatori attivi in città 
  • 25 investitori professionali nel Venture Capital con disponibilità finanziaria di oltre 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni 

 

La maggior parte delle startup dichiara di essere ancora alla ricerca di investitori dichiarando di essere in fundraising nel 2023. Gli investimenti più ricercati sono business angels e venture capital, in quanto aumenta la consapevolezza del proprio valore e del proprio ruolo nel sistema dell’innovazione. 

Nella maggior parte dei casi, le startup e le PMI innovative di Torino hanno raccolto un totale fino a 500.000 euro (77,7% dei casi) spesso grazie ad investitori privati: gli investitori torinesi intervistati ne hanno investiti oltre 70 milioni di euro nelle startup della città nel solo 2022 e prevedono di investire un totale di 1 miliardo di euro in startup e PMI nei prossimi cinque anni. 

Per me Torino rappresenta razionalità, sobrietà e dedizione. L’ortogonalità delle strade della città si riflette nel modo molto logico di pensare quelli che ci vivono, in particolare quelli che fanno affari” dichiara uno degli investitori intervistati nella ricerca. 

Torino è sulla buona strada ma si può ancora fare tanto. Homes4All con la sua attività crede fortemente nel potenziale della sua città di origine, nella replicabilità del suo modello di business, nella possibilità di creare sinergie che possano contribuire all’innovazione e alla crescita. Anche tu hai la possibilità di rafforzarne l’ecosistema dell’innovazione: scopri come su WeAreStarting!

 

Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova

Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova

“Homes4All – a Torino il diritto all’abitazione si innova” è il progetto di finanza di impatto avviato a febbraio 2020 e motivato dalla volontà di diversi attori, sia pubblici che privati, di intervenire in maniera efficace sul bisogno abitativo del capoluogo piemontese, attraverso un innovativo meccanismo di pay by result. Il progetto vede come capofila la Città di Torino in partenariato con Homes4All S.r.l. Società Benefit, Brainscapital S.r.l. Società Benefit, Homers S.r.l. Società Benefit, Associazione ACMOS e Camera di Commercio di Torino: una solida rete di partner dalle competenze diversificate con cui costruire una proposta di social housing capace di contrastare l’emergenza abitativa e favorire la rigenerazione urbana

Il progetto dota la Città di Torino di strumenti di azione preventiva intervenendo sulla riduzione dei tempi di attesa per l’alloggiamento pubblico, ampliando l’offerta immobiliare privata a costi accessibili e sviluppando un sistema di presa in carico globale dei nuclei beneficiari, in modo da rafforzare le loro capacità di raggiungere una soluzione abitativa stabile. Questa proposta è resa possibile dalla capacità dei partner privati di mobilitare il patrimonio immobiliare sfitto: sono oltre 50.000 infatti gli appartamenti vuoti nel Comune di Torino e, al contrario, il 20,2% delle famiglie vive in una condizione di sovraffollamento. L’obiettivo è abilitare i processi di innovazione sociale per fornire una risposta più efficace ai bisogni dei cittadini e più efficiente nell’allocazione e nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Ad oggi il progetto Homes4All ha ottenuto un contributo a fondo perduto pari a 600.000€ dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a valere sul Fondo per l’Innovazione Sociale. Tale Fondo, disciplinato dal DPCM 21 dicembre 2018, promuove progetti innovativi per il soddisfacimento di bisogni sociali emergenti, con il coinvolgimento di attori e finanziamenti anche del settore privato secondo lo schema della finanza di impatto ed è finalizzato a rafforzare così la capacità delle pubbliche amministrazioni

L’implementazione del progetto si articola in tre fasi. La prima, svolta nel 2020, ha prodotto uno studio di fattibilità contenente l’analisi accurata del bisogno sociale su cui si intende intervenire, la comparazione di best practices, gli indicatori attraverso cui misurare e valutare i risultati conseguibili e l’impatto sociale generabile, oltre al piano esecutivo per l’implementazione della fase II.

Nella seconda fase, avviata a settembre 2022, le attività sono volte alla sperimentazione del modello e alla sua attuazione al fine di verificare l’efficacia dell’idea progettuale, nonché la sua sostenibilità.

Se ammessi alla terza fase – il completamento di ciascuna fase è propedeutico all’inizio della fase successiva – questa sarà dedicata al consolidamento della sperimentazione e alla sua replicabilità attraverso l’utilizzo di strumenti di finanza d’impatto sociale in contesti diversi.

Il progetto esecutivo per la fase sperimentale si compone di un insieme ampio di attività, come la ricerca, la ristrutturazione e messa a disposizione di unità immobiliari idonee e funzionali al progetto, unitamente al servizio di sostegno ai nuclei in criticità o emergenza abitativa. Dell’individuazione e selezione dei beneficiari è responsabile la Città di Torino insieme al coordinamento dell’intero progetto, mettendo in atto una vera e propria cabina di regia ossia un’azione di governo in grado di integrare programmazione, coordinamento, monitoraggio e azione concreta tra i soggetti che ne fanno parte.

Homes4All S.r.l. in questa fase si sta occupando di acquisire appartamenti target con una metratura media di circa 70mq a un prezzo medio pari a circa 500 €/mq in linea con i prezzi di mercato con particolare riferimento ad alcuni quartieri della Città di Torino. È previsto un incremento degli immobili acquisiti e di quelli ricevuti in gestione, passando da 17 unità immobiliari disponibili nel corso del 2021 a 150 unità immobiliari al 2025. Si prevede di eseguire ristrutturazioni al fine di rendere a norma e riqualificare gli appartamenti, ove fosse necessario, o migliorarne la vivibilità sostenendo un ulteriore costo medio di ristrutturazione pari a circa 200 €/mq. Attualmente sono 50 i beneficiari alloggiati e 19 i nuclei inseriti in immobili acquisiti in gestione o proprietà.

Con Homes4All la Città di Torino testerà così per la prima volta, al proprio interno, un modello altamente innovativo di finanza ad impatto sociale che – poiché corredato da dati quantitativi e qualitativi rispetto ai risultati finali ottenuti – potrà essere facilmente promosso, replicato e adattato ad altri servizi per la Cittadinanza, coinvolgendo nuovi settori e funzionari in una logica scalare. Homes4All potrebbe diventare nel tempo un fattore caratterizzante dell’esperienza di Torino come “città sociale“, in grado di generare dibattito e attrarre attenzione da diverse zone del Paese. 

BCorp Month 2023

BCorp Month 2023

Marzo è il mese delle B Corp. B Corp è una importante certificazione internazionale che attesta l’elevata qualità delle attività di un’azienda il cui modello di business prevede che il perseguimento degli obiettivi economici proceda di pari passo con quello degli obiettivi di responsabilità ambientale e sociale. 

Nel processo di certificazione Homes4All si è contraddistinta, oltre che per il suo impegno nella rigenerazione urbana e nella riduzione dell’emergenza abitativa, per la dotazione di indicatori di monitoraggio rispetto al raggiungimento degli obiettivi sociali fissati che per noi sono stabilità abitativa, aumento dell’accessibilità, miglioramento del benessere e dell’empowerment personale e familiare. 

Nel processo di certificazione, terminato nel 2022, sono stati premiati in particolare il nostro contributo in favore della comunità di appartenenza e di intervento, l’attenzione all’ambiente e alle politiche di responsabilità, l’equità e trasparenza della governance societaria. 

L’essere B Corp quindi comporta un #ContinuoImpegno verso nuovi criteri per misurare il vero valore che produciamo. Verso un’evoluzione continua delle nostre pratiche e dei processi. Verso un nuovo equilibrio tra vocazione e profitto. Verso una cultura basata sull’inclusione e sulla rigenerazione. 

È un cammino che non è terminato con il raggiungimento della certificazione ma prosegue ogni giorno nel rispondere al meglio alle sfide sociali ed ambientali per rendere le nostre città più sicure, durature e sostenibili. In quanto azienda B Corp abbiamo scelto di misurare il nostro impatto, ambientale e sociale, e di impegnarci a migliorarlo costantemente.  

Essere B Corp significa aver compreso che solo agendo in modo interdipendente potremo prosperare e garantire il benessere delle persone e del pianeta. Ecco perché ci impegniamo continuamente per sostenere le comunità attraverso iniziative che coinvolgono una solida rete di partner locali per rendere più capillare l’efficacia delle nostre azioni. 

Far parte della community di B Corp significa #ContinuoImpegno insieme alle oltre 6000 B Corp nel mondo – di cui più di 220 in Italia – per affrontare le sfide globali attraverso azioni che collettivamente possano generare degli impatti positivi. Siamo orgogliosi di essere parte di questa grande rete il cui obiettivo è realizzare un paradigma economico inclusivo, equo e rigenerativo. 

Anche tu puoi supportare questo movimento. Durante e oltre il BCorpMonth. 

Scopri come -> WeAreStarting 

Finanza responsabile e investimento a impatto

Finanza responsabile e investimento a impatto

“Iniziano ad emergere i primi segni di una definizione consensuale di finanza d’impatto e si basano su tre pilastri: intenzionalità, addizionalità e misurazione dell’impatto” 

Cyrille Langendorff
Presidente del French National Advisory Board, vice-presidente internazionale di FAIR, Direttore associato di Phitrust  

La finanza responsabile sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione del mercato e quindi per le scelte delle aziende che competeranno non solo sul profitto ma anche sulla performance di impatto. Non solo: sarà cruciale anche per gli investitori sempre più attenti alle correlazioni tra la crescita degli utili e impatti generati 

A testimoniarlo l’attività di importanti enti che come l’International Sustainability Standards Board sta lavorando alla standardizzazione delle metriche quantitative degli impatti e dell’International Foundation for Valuing Impact (IFVI) che invece ne sta standardizzando i coefficienti di valutazione monetaria.  

“Le economie d’impatto sono l’unico modo in grado di far emergere soluzioni all’altezza delle grandi sfide ecologiche e sociali che dobbiamo affrontare.” 

Ronald Cohen, Presidente della International Foundation for Valuing Impact (IFVI), del Global Steering Group for Impact Investment, dell’Impact-Weighted Accounts Initiative (Harvard Business School), co-fondatore e presidente di Bridges Fund Management.  

Puoi scoprire di più su come la finanza sostenibile stia trasformando l’orizzonte economico in Europa e negli USA in questo interessante articolo pubblicato su Revue Banque – rivista della Federazione Bancaria Francese – a cura di Bernard Cherlonneix, amministratore di Habitat&Humanisme, importante associazione francese che si occupa di fornire alloggi accessibile e degni e che lotta per superare l’esclusione sia sociale che geografica delle persone in difficoltà. 

Autorevoli le voci degli intervistati tra cui Cyrille Langendorff, Direttore associato di Phitrust, società francese pioniera dell’impact investing. 

Siamo lieti che Homes4All stia avviando una collaborazione con queste importanti realtà francesi: una significativa cooperazione europea per generare impatti sempre più durevoli per la nostra società. 

Homes4All in equity crowdfunding!

Homes4All in equity crowdfunding!

“Un modello di business che fa la differenza”

Equity crowdfunding e finanza etica, governance partecipativa e rigenerazione urbana: sono tanti i temi che sono stati affrontati ieri nella video intervista su Startup-News al nostro presidente Giorgio Mosci e al direttore Federico Disegni.

Puoi vedere qui la registrazione per scoprire tutte le opportunità e i numeri del social housing: un sistema efficiente per affrontare l’emergenza abitativa e generare un guadagno!

HOMES4ALL VINCE IL PREMIO IMPRESA SOSTENIBILE – IL SOLE 24 ORE

HOMES4ALL VINCE IL PREMIO IMPRESA SOSTENIBILE – IL SOLE 24 ORE

Al Forum Sostenibilità organizzato da Il Sole 24 ORE, in collaborazione con la Santa Sede, si è svolta la premiazione “Impresa Sostenibile”: 12 PMI che hanno scelto la sostenibilità come elemento fondamentale per crescere e superare la crisi.

Homes4All è stata premiata per la categoria “Sostenibilità sociale”.

Un grande riconoscimento che ci inorgoglisce e ci da la carica necessaria a proseguire con le nostre diverse attività!
HOMES4ALL VINCE IL PREMIO INNOVAZIONE DI AVVENIRE

HOMES4ALL VINCE IL PREMIO INNOVAZIONE DI AVVENIRE

Condividiamo con voi con entusiasmo un nuovo importante risultato: Homes4All è vincitrice della prima edizione del Premio Innovazione di Avvenire.​

Homes4All è stata selezionata tra 55 start up sulla base di tre criteri​:

• l’idea e metodo imprenditoriale particolarmente innovativi e originali​
• l’essere indipendente e non legata a grandi gruppi​
• l’impatto positivo generato sociale, ambientale ed economico ​

La premiazione è avvenuta nell’ambito del convegno “L’economia che fa il bene: inclusione, innovazione e sviluppo per essere al servizio dell’uomo”, un ricco momento di confronto su economia civile, terzo settore e su un nuovo modo di fare impresa.​

Tutte le startup candidate avevano ricevuto uno spazio nell’inserto L’Economia Civile di Avvenire e sono state selezionate preliminarmente dalla redazione di economia del giornale, per poi essere valutate da una giuria composta da: Pietro Saccò giornalista responsabile economia di Avvenire, don Marco Pagniello Direttore Nazionale Caritas Italiana , Prof. Elena Beccalli Preside Facoltà Scienze Bancarie Università Cattolica del Sacro Cuore , Vanessa Pallucchi Presidente Forum Nazionale Terzo Settore.​

Siamo lieti che il nostro lavoro, che ci era valso l’articolo di Paola Lambruschi “Dare una casa a tutti rigenerando le città“, sia stato nuovamente riconosciuto e apprezzato.

 

 

Torino Social Impact

Torino Social Impact

19 gennaio 2024 – GRUPPO ALFANO S.p.A. E HOMES4ALL S.B.r.l. INSIEME PER SPERIMENTARE NUOVI MODELLI DI HOUSING

19 gennaio 2024 – ECOCRED INVESTE IN HOMES4ALL PER SPERIMENTARE NUOVI STRUMENTI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

17 Novembre 2023 – Guber Banca si impegna attivamente nella lotta contro l’emergenza abitativa e investe nella società Homes4All

05 Ottobre 2023 – PHITRUST E HOMES4ALL INSIEME PER L’HOUSING AD IMPATTO

3 Maggio 2023 – S.E.C.A.P. S.p.A. e Homes4All insieme per sperimentare nuovi modelli di housing

25 Gennaio 2023 – L’IMPACT INVESTING SU BASE CROWD CON HOMES4ALL E WEARESTARTING

25 Gennaio 2023 – SEFEA IMPACT E HOMES4ALL INSIEME PER GENERARE UN IMPATTO POSITIVO MISURABILE

SEFEA IMPACT & HOMES4ALL insieme per generare un impatto positivo misurabile

SEFEA IMPACT & HOMES4ALL insieme per generare un impatto positivo misurabile

Sefea Impact SGR S.p.A., società focalizzata sulla diffusione dei valori dell’impact investing, e Homes4All S.r.l. Benefit Company B Corp annunciano con grande soddisfazione il perfezionamento di un importante deal che permetterà a Homes4All di rafforzarsi e di sviluppare il suo business in tutta Italia.

Sefea Impact SGR S.p.A. ha infatti sottoscritto e versato una quota di capitale che le ha dato diritto di nominare Mauro ZAN quale Consigliere di Amministrazione ed ha inoltre sottoscritto e versato un Certificato Partecipativo (SFP) di € 800.000.

Leggi il comunicato stampa completo!

Fragilitalia 2022: una sfida per il futuro

Fragilitalia 2022: una sfida per il futuro

Secondo il report “Fragilitalia 2022” di Area Studi Legacoop-Ipsos quasi 8 italiani su 10 esprimono un giudizio fortemente negativo sulla situazione economica del Paese. 

Una fotografia tutt’altro che ottimista quella che chiude l’anno appena concluso: la percezione degli italiani sul contesto economico e sociale esprime sfiducia secondo la ricerca condotta, con un trend in crescita negativa per quel che riguarda i giudizi sull’anno che ci aspetta. Molti hanno paura di perdere il lavoro e la guerra in Ucraina e l’inflazione – in crescita all’11,9% su base annua secondo le stime Istat – di certo non aiutano.   

4 italiani su 10 ritengono che la situazione economica della loro famiglia peggiorerà nei prossimi mesi e ben il 66% si percepisce in una condizione sociale di disagio: il 39%, infatti, si colloca in un ceto medio in discesa con un reddito che non consente lussi; il 15% nel ceto fragile con difficoltà ad arrivare a fine mese; l’11% nella classe più bassa con la percezione di avere meno del necessario o di sentirsi povero, considerando mediamente un reddito pro capite inferiore ai 1000 euro per considerarsi tali. 

Fasce sempre più ampie di popolazione si sentono povere, fragili, precarie, esposte a incertezze che prevedono fosche e a un futuro che le spaventa” dichiara il presidente di Legacoop Mauro Lusetti. “Abbiamo detto più volte che servono politiche urgenti, da ‘stato di emergenza’, non solamente per difendere l’economia, ma per proteggere le nostre comunità, rallentare il propagarsi di questa paura sociale che può diventare rabbia sociale. Non esiste alcuno sviluppo economico senza la fiducia che le cose possano migliorare”.  

È sorprendente la spaccatura che emerge dal rapporto per cui solo la metà degli italiani si sente parte della società di oggi. In più solo il 14% dichiara di vivere in una casa in buone condizioni e solo 1 su 10 di vivere una casa sufficientemente grande per la famiglia. Anche il rapporto di Federproprietà – Censis “Gli italiani e la casa 2022” conferma tale percezioni, indicando circa il 6% delle famiglie italiane in una condizione di deprivazione abitativa.  

Per far fronte a questa condizione di emergenza abitativa, e non solo, Homes4All ogni giorno si impegna grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale nell’assicurare abitazioni adeguate a prezzi sostenibili. Il social housing può essere la giusta risposta alla domanda proveniente da uno spettro sempre più ampio e diversificato di società.

Sostienici anche tu: insieme si può cambiare! Entra a far parte della nostra rete di investitori e partecipa alla nostra campagna di equity crowdfunding: un modo diverso per tutelare le tue risorse evitando anche il rischio che esse perdano valore a causa dell’inflazione. Una casa per tutti, un rendimento per te!

INVESTI, GUADAGNI, AIUTI
www.wearestarting.it/offering/homes4all

“Dove nasce il futuro” – Web Summit Lisbon 2022

“Dove nasce il futuro” – Web Summit Lisbon 2022

Where the future goes to be born”.
Così alcune tra le maggiori testate giornalistiche internazionali descrivono il Web Summit, evento che riunisce per 4 giorni il mondo dell’innovazione e del tech 

Siamo entusiasti di annunciarvi che anche Homes4All sarà presente all’evento, in quanto è stata selezionata tra le startup innovative che a livello mondiale si distinguono per il loro potenziale, unicità e prospettiva di cambiamento.  

Oltre 70.000 iscritti da 160 nazioni, più di 2.000 startup e quasi 1000 relatori per questo summit che ogni anno registra numeri da capogiro. Tanto interesse è sicuramente legato alla qualità dei partecipanti, ma anche alle imparagonabili possibilità di network. Condividere idee e know-how, incontrare possibili partner per il proprio business nonché possibili investitori, o ricevere consigli da esperti del settore, sono tra le occasioni riservate a chi interviene. 

Non solo una conferenza dunque. Dal primo al quattro Novembre a Lisbona imprese, startup, ma anche policymakers, avranno l’occasione di confrontarsi e dibattere partendo da una semplice domanda: “E ora cosa faremo?”. Si cercherà in maniera collettiva di trovare risposte creative e innovative alle sfide globali e che interessano nello specifico il mondo tech e business. Si parlerà di sostenibilità, politica, finanza, ma anche data science, design, cambiamenti climatici, salute, marketing, media e comunicazione. 

Parteciperemo oltre che per presentare la nostra startup, per lasciarci ispirare da contenuti inediti e portare a casa nuove competenze per rendere ancora più efficaci le nostre azioni sul territorio. 

Allo stesso tempo cercheremo di far conoscere globalmente la nostra realtà, condividendo il nostro messaggio e cercando di rendere il nostro modello sempre più scalabile e replicabile 

Grazie al vostro contributo siamo arrivati dove siamo ora, grazie alle 130 persone che hanno già scelto di fare un investimento responsabile, etico e sostenibile. 

 

COHOUSING: Un’opportunità di aiuto reciproco!

COHOUSING: Un’opportunità di aiuto reciproco!

Il condominio solidale rientra perfettamente all’interno del concetto di coabitazione solidale o di cohousing.
Con il termine cohousing (che in italiano può essere tradotto con coresidenza) ci si riferisce ad un insieme di alloggi privati che hanno in più anche degli spazi comuni.
Questi spazi, che possono essere al chiuso o all’aperto, vengono usati collettivamente: tra questi cucine, lavanderie, spazi polifunzionali, spazi per bambini, palestre, piscine, biblioteche e molte altre tipologie che possono essere sfruttate da chi abita il cohousing. Oltre agli spazi comuni un’altra particolarità è la presenza di servizi condivisi, come la portineria, i laboratori, le foresterie e molto altro.

lChe cos’è un cohousing

Il condominio solidale è una specie di condominio formato da gruppi di vicini che partecipano ad uno stesso progetto.
Ciascuno di questi partecipanti ha una singola abitazione, ma condivide con gli altri spazi, valori e tempi.
Una cohousing si fonda sull’organizzazione tramite tante abitazioni private che hanno i servizi essenziali e poi sull’aggiunta di spazi comuni sia all’interno che all’esterno, che vengono utilizzati da tutti.
Quindi possono essere delle sale per mangiare tutti insieme, per organizzare dei laboratori oppure degli angoli per bambini, degli orti o lo spazio per la lavanderia.

lCome funziona

Oggi sempre più ci possiamo accorgere che è difficile trovare una rete sociale solidale.
Spesso le famiglie e le singole persone sono impegnate in una gestione dei ritmi quotidiani molto frenetici ed hanno poco tempo da dedicare anche agli altri.
Proprio questo problema della gestione dei tempi ci fa vedere come ci sia una questione da affrontare anche nella gestione delle relazioni umane.
Invece il progetto di condivisione attraverso il cohousing vuole promuovere lo spirito di cooperazione fra le persone che abitano insieme condividendo spazi.
In questo modo è più facile trovare delle occasioni per gestire le difficoltà e per trovare insieme delle soluzioni che si rivelino efficaci.
All’interno del condominio solidale ci può essere la figura del facilitatore, molto importante per gestire eventuali rivalità e opposizioni e per incoraggiare i più timidi.
A livello pratico il facilitatore ha il compito importante di essere un punto di riferimento sicuro e neutrale.
Vivere in cohousing significa rispondere alle esigenze che nascono spesso da un bisogno sociale.
Queste esperienze non sono molto diffuse in Italia, ma nascono soprattutto in Scandinavia e poi si sono diffuse presto in quasi tutti i Paesi del Nord Europa.
In Italia però ultimamente si stanno sviluppando dei veri e propri villaggi cohousing.
Vivendo nel condominio solidale, abbiamo l’occasione di ridurre lo stress, di dividerci tra lavoro, famiglia e impegni di diverso genere.

lQuali sono gli obiettivi del cohousing

Vediamo quali sono gli obiettivi fondamentali su cui si basa il  cohousing
Possiamo identificare questi obiettivi come le regole principali su cui si basa il cohousing.
Innanzitutto abbiamo a che fare con un progetto partecipato, perché la scelta dei servizi e degli spazi da condividere passa fin dall’inizio dalle azioni e dalle decisioni dei futuri abitanti del condominio solidale.
I futuri abitanti possono scegliere anche il vicinato, aggregandosi, promuovendo la coabitazione.
Il fatto stesso di gestire in sé un progetto è un modo per essere accomunati.
I villaggi di cohousing sono amministrati direttamente dagli abitanti.
Spetta a loro infatti il compito della gestione e della manutenzione degli spazi comuni.
Le comunità che vivono all’interno del condominio solidale non sono divise da principi ideologici, religiosi o sociali, perché semplicemente questi non vengono fatti prevalere.
I vari ruoli e le varie responsabilità si definiscono come suddivisione di compiti fra pari, perché non esiste una gerarchia.
Il cohousing mette a disposizione degli ambienti sicuri, collaborativi, che sono adatti anche ai bambini e agli anziani.
Fa leva sul rispetto degli spazi, della privacy, perché comunque ci sono delle abitazioni private all’interno delle quali ciascuno può trovare un modo per coniugare la vita privata con quella comunitaria.
Quella del cohousing è insomma una struttura che pensa alla socialità e alla solidarietà, facilitando i rapporti di amicizia e di vicinato.
Anche le scelte architettoniche e di design sono ben precise, perché rispondono all’esigenza di rafforzare il senso di appartenenza ad un gruppo.

lVantaggi

Perché si sceglie di vivere in un condominio solidale?
Le ragioni possono essere tante, soprattutto considerando i vantaggi che queste strutture riescono ad apportare.
Costi: sebbene il cohousing non coincida necessariamente con il social housing, presenta comunque dei vantaggi economici. I costi relativi all’abitazione nei progetti di Homers, ad esempio, sono mediamente inferiori del 10% rispetto ai prezzi di mercato.
Risparmio energetico: il risparmio energetico dipende chiaramente dagli spazi che si vanno a condividere e quindi può variare a seconda del progetto di cohousing. Si stima un risparmio medio intorno al 15%. Bisogna, però, tenere presente che i costi legati all’installazione e alla manutenzione di fonti di energia rinnovabili – quali ad esempio i pannelli solari – possono essere condivisi fra i vari cohousers, aumentando di molto il risparmio economico sulle spese sostenute.
Socialità: è ormai noto che la società stia affrontando delle nuove dinamiche di frammentazione che si riflettono in situazioni di forte solitudine : si pensi solo al crescente numero di famiglie mononucleari.
Per rispondere a questa contingenza, il cohousing si pone come una possibile soluzione, creando nuove forme di socialità e di vicinato attivo.
Design: i progetti di cohousing di Homers, vengono sviluppati su misura, basandosi sulle specifiche richieste ed esigenze dei cohousers che si confrontano direttamente con designer e architetti per il loro sviluppo. Si tratta quindi di un processo chiamato progettazione partecipata.
Professionalità: i progetti vengono seguiti da professionisti ed esperti del settore quali architetti, esperti immobiliari e community manager che, durante le varie fasi, dialogano con i futuri occupanti per gestire al meglio le varie esigenze e creare una struttura di successo e che sia in linea con le loro necessità. Spesso può esserci anche una figura di mediatore che serve per far dialogare meglio le parti.
Appartenenza ad una comunità: condividere gli spazi comuni e il design degli stessi, facilita molto il senso di appartenenza da parte degli abitanti ad una vera e propria comunità. Questo si riflette poi nella possibile collaborazione nello svolgimento delle attività quotidiane, oltre che nella gestione condivisa degli spazi comuni.

 

 

 

Alloggi Sociali : Cosa sono e come funzionano

Alloggi Sociali : Cosa sono e come funzionano

Spesso si sente parlare di alloggi sociali, ma di che cosa si tratta esattamente?
In generale possiamo dire che le forme di compartecipazione sociale, anche e soprattutto quelle che vogliono risolvere il problema dell’emergenza abitativa, sono sempre più diffuse.
Si tratta a tutti gli effetti di forme di responsabilità civile che, una volta messe in atto, danno la possibilità di contribuire in maniera sostanziale e significativa ad aiutare quelle famiglie in difficoltà dal punto di vista delle risorse immobiliari.
Ma il problema è molto più ampio di quanto si possa pensare, perché ci sono dei risvolti lavorativi e sociali importanti, con benefici che ne possono derivare per tutta la comunità.
Cerchiamo di capire come funzionano gli alloggi sociali.

Cosa sono gli alloggi sociali

Partiamo in questo senso dalla definizione che ne dà il decreto del Ministero delle Infrastrutture dell’aprile del 2008.
Secondo questo documento, l’alloggio sociale è un’unità immobiliare che viene utilizzata ad uso residenziale in locazione permanente.
La caratteristica peculiare dell’alloggio sociale è quella di intervenire nella salvaguardia della coesione e di ridurre il disagio abitativo di famiglie svantaggiate, che, altrimenti, senza gli alloggi sociali, non potrebbero accedere alla locazione rivolgendosi agli alloggi che rientrano nel libero mercato.
Secondo la definizione del decreto del Ministero delle Infrastrutture che abbiamo citato, gli alloggi sociali devono essere adeguati, salubri, sicuri e recuperati o costruiti nel rispetto delle caratteristiche indicate dalle norme anche a livello tecnico e costruttivo.
Gli alloggi sociali devono obbedire a principi di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico, utilizzando, nei casi in cui è possibile, anche fonti energetiche alternative.

L’Housing Sociale come nuova possibilità

Facendo riferimento all’affitto sociale, non possiamo non tenere in considerazione quali sono le caratteristiche specifiche dell’housing sociale.
Si tratta di una modalità di intervento nell’ambito della quale gli aspetti immobiliari vengono progettati e realizzati in funzione dei contenuti sociali che vogliono esprimere.
Il principio fondamentale è quello di dare la possibilità alle famiglie di accedere ad una casa dignitosa, in un settore specifico in cui si fa molta attenzione alla qualità dell’abitare.
L’alloggio sociale può essere considerato a tutti gli effetti un servizio di interesse economico generale, che costituisce uno standard urbanistico di alta qualità, anche secondo le modalità che sono stabilite dalle normative regionali.
Quindi ribadiamo quei concetti che già abbiamo enumerato precedentemente come fondamentali per interventi volti alla risoluzione dell’emergenza abitative, dell’efficienza energetica, del supporto alla costruzione di una comunità di abitanti e della presenza di spazi condivisi, in modo da favorire la socializzazione e l’integrazione sociale.

Differenza tra alloggio sociale e casa popolare

Qual è la differenza tra alloggio sociale e casa popolare?
Cerchiamo di spiegare anche questi concetti, in modo da essere più consapevoli sul valore degli alloggi sociali.
Il social housing non va confuso con i progetti di edilizia popolare, perché comunque rappresenta una situazione differente.
L’edilizia popolare porta alla costruzione di quelle che comunemente vengono chiamate case popolari.
Inoltre non necessariamente queste ultime tengono conto dei concetti di sostenibilità.
Bisogna anche considerare che ci sono delle differenze anche per quanto riguarda i requisiti di accesso, visto che le case popolari, a differenza di quanto avviene con gli alloggi sociali (avremo modo di parlarne nell’esaminare i requisiti fondamentali per accedervi), sono rivolte a quelle fasce di popolazione che hanno un reddito quasi nullo.

Come funzionano gli alloggi sociali

Vediamo nello specifico come funziona l’housing sociale.
In parte abbiamo già delineato un quadro delle caratteristiche generali, definendo quali sono alcuni importanti aspetti, quali per esempio l’attenzione alla sostenibilità, all’efficienza energetica, all’uso delle fonti energetiche alternative.
E poi lo abbiamo fatto, quando abbiamo parlato di condivisione degli spazi volti all’integrazione.
Gli appartamenti destinati come alloggi sociali vengono affittati a quelle persone che si trovano in particolare svantaggio con delle agevolazioni, manifestando comunque una certa attenzione alla progettazione di edifici che devono corrispondere ai principi fondamentali della bioarchitettura e facendo attenzione alle forme di collettività, che devono essere favorite, oltre che con gli spazi condivisi, anche con delle aree verdi, che possono dare valore in termini di riqualificazione anche al quartiere in cui questi alloggi sono collocati.

 

Requisiti

Ma riprendiamo il discorso che abbiamo già fatto prima, stabilendo la differenza fra case popolari e alloggi sociali.
Per poter accedere a queste forme di affitto ci sono comunque dei requisiti importanti da possedere a livello economico per quanto riguarda il reddito.
Abbiamo già sottolineato che anche in questo senso gli alloggi sociali si differenziano dalle case popolari.
Queste ultime, infatti, come abbiamo detto, vengono destinate a famiglie che hanno un reddito quasi nullo.
Invece la formula degli alloggi sociali si riferisce a nuclei familiari che hanno un ISEE superiore ai 15.000 euro all’anno, ma che comunque non appare troppo elevato per rivolgersi alle altre soluzioni previste dal “tradizionale” mercato immobiliare.
Sarebbe impossibile definire una soglia massima di reddito, proprio per l’estrema variabilità delle condizioni del mercato.
In generale possiamo dire che in media la soglia massima di reddito per gli alloggi sociali si colloca tra i 25.000 e i 30.000 euro all’anno.
Gli alloggi sociali possono essere destinati, oltre che alla locazione, anche all’acquisto.
Di solito il periodo di locazione tende ad essere molto lungo, visto che i contratti di affitto standard che si fanno sono quelli 4+4.
È possibile usufruire anche della formula di affitto con riscatto.
Ma veniamo più dettagliatamente ai costi, infatti può sorgere la domanda relativa a quanto costi affittare un alloggio sociale.
Facciamo un esempio molto indicativo in questo senso, per renderci conto concretamente di che cosa stiamo parlando.
Per esempio per affittare un bilocale da 70 metri quadrati, che sia costruito ex novo e realizzato secondo i principi dell’efficienza energetica e della bioarchitettura, il costo del canone di locazione può essere dai 250 euro ai 500 euro al mese, variabili in base all’ubicazione dell’appartamento.
Abbiamo parlato in generale del concetto importante di compartecipazione sociale, che vale anche per questo tipo di alloggi.
Da questo punto di vista chi vuole sperimentare questo senso di responsabilità civile dando il proprio contributo può rivolgersi a start up innovative come Homes4All.
Homes4All offre agli investitori privati l’opportunità di investire nel settore immobiliare avendo come fine ultimo la valorizzazione del territorio.
I fondi che vengono raccolti online sono messi a disposizione di quei nuclei familiari che si trovano in una situazione di emergenza abitativa.
Scopri come investire facendo riferimento al sito di Homes4All.

21 giugno 2022 – Estia e Homes4All uniti per la rigenerazione urbana e sociale partendo da Torino e puntando su scala nazionale

21 giugno 2022 – Estia e Homes4All uniti per la rigenerazione urbana e sociale partendo da Torino e puntando su scala nazionale

Homes4All la startup innovativa società benefit che opera secondo un modello innovativo di rigenerazione urbana e di finanza ad impatto sociale riducendo
l’emergenza abitativa si rafforza in una partnership d’eccellenza con ESTIA, società per azioni di Amministrazione Condominiale che opera in Italia con principi virtuosi di trasparenza e qualità.

 

Scarica il comunicato completo!

Il Progetto Homes4All- a Torino il diritto all’abitazione si innova- approda alla Seconda Fase

Il Progetto Homes4All- a Torino il diritto all’abitazione si innova- approda alla Seconda Fase

Prosegue per altri 12 mesi la sperimentazione del Progetto per affrontare l’emergenza abitativa.
Promosso dalla Città di Torino grazie al Dipartimento della Funzione Pubblica del Consiglio dei Ministri che consentirà di testare la solidità del modello delineato nello studio di fattibilità misurandone l’effettivo impatto sociale e continuando nel lavoro di innovazione amministrativa.

 

Per maggiori informazioni: leggi qui!

 

 

Torino Click

Torino Click

21 Luglio 2023 – Homes4All, da Torino un nuovo modello di housing sociale. Presentati i risultati della sperimentazione

6 Maggio 2022 – Emergenza abitativa, il progetto Homes4All approda alla seconda fase

12 Maggio 2021 – L’housing sociale per ridurre l’emergenza abitativa

3 Dicembre 2019 – Homes4All, un nuovo progetto innovativo di housing sociale

26 Ottobre 2023 – Future4Cities, Torino protagonista. ‘Homes4All’ primo nella categoria ‘Innovazione’, menzioni per ‘ChangeTO’ e ‘Buoni Mobilità’

TorinOggi

TorinOggi

21 Luglio 2023 – Contrasto all’emergenza abitativa: Homes4All accompagna 2 famiglie verso la stabilità economica grazie alla casa

3 Maggio 2023 – La faccia gentile del mattone: Secap e Homes4All insieme per sperimentare nuovi modelli di housing

6 Luglio 2022 – Una casa per tutti, dal valore sociale e per creare inclusione e sostenibilità: a Torino si allenao Homes4All ed Estia

6 Maggio 2022 – Il Progetto Homes4All- a Torino il diritto all’abitazione si innova- approda alla Seconda Fase

12 Maggio 2021 – Parte da Torino il social housing che rende sostenibile il mercato immobiliare

3 Dicembre 2019 – Homes4All, l’innovazione per combattere l’emergenza abitativa: il progetto di Comune e privati per ridurre gli sfratti

6 Novembre 2019 – “Homes4all”, innovativo progetto di housing sociale, ottiene il sostegno del Governo