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Homes4All è la Società Benefit che riduce l'emergenza abitativa favorendo la rigenerazione urbana grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale.
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Torino – Barriera di Milano
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6 nuclei familiari pari a 12 persone


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I nostri numeri





Piani città-Demanio per ricreare valore dal patrimonio pubblico
Un Patrimonio sottovalutato che può trasformare il Paese L'Italia vanta un patrimonio immobiliare pubblico di oltre 44.000 edifici e aree per un valore complessivo di circa 62,8 miliardi di euro. Si tratta di caserme, uffici, ex strutture industriali e beni storico-artistici, molti dei quali rimasti inutilizzati per decenni. Il potenziale inespresso di questi immobili rappresenta una grande opportunità per il Paese. Il nuovo approccio alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico mira a trasformare questi asset da costi passivi a strumenti di crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale. Questo processo non solo riduce il degrado urbano, ma crea nuove occasioni di sviluppo per le comunità locali, migliorando la qualità della vita dei cittadini e attirando investimenti privati. Inoltre, il riuso intelligente degli spazi permette di ottimizzare le risorse pubbliche e di ridurre la pressione sulle casse dello Stato, generando ricadute positive anche a livello fiscale. Il nuovo approccio alla valorizzazione del Demanio L'Agenzia del Demanio ha lanciato un ambizioso piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli immobili pubblici con un investimento di oltre 3,5 miliardi di euro, con un incremento degli stanziamenti previsto per il prossimo triennio. I principi chiave di questa trasformazione sono sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, elementi fondamentali per una gestione moderna ed efficiente del patrimonio pubblico. Attraverso il Piano Città degli Immobili Pubblici, l’Agenzia promuove una pianificazione partecipata, coinvolgendo enti locali, imprese e cittadini. Il nuovo modello gestionale punta alla rigenerazione urbana, al risparmio energetico e alla creazione di nuovi poli di attrazione economica e sociale. Questa iniziativa permette di ridurre le spese per le locazioni passive della Pubblica Amministrazione, con un risparmio stimato di 70 milioni di euro annui, che diventeranno 150 milioni dal 2027. Inoltre, la trasformazione degli edifici pubblici non riguarda solo il loro utilizzo, ma anche l'adozione di nuove tecnologie per la gestione digitale e predittiva degli immobili. Esempi di Successo: Dai compendi abbandonati a Nuovi centri di Vita Tra i progetti più rilevanti spicca il Parco della Giustizia di Bari, un'area dismessa di 15 ettari che verrà trasformata in un moderno centro giudiziario green, con un investimento di 405 milioni di euro. Questa iniziativa non solo centralizzerà gli uffici giudiziari, migliorando l'efficienza dei servizi pubblici, ma restituirà alla città un’area oggi inutilizzata, rendendola un nuovo punto di riferimento per la comunità. Un altro caso di successo è la trasformazione dell'ex carcere di Perugia in una cittadella della giustizia, che darà nuova vita a un edificio altrimenti abbandonato. A Torino, invece, la Manifattura Tabacchi diventerà un polo culturale e creativo, capace di attrarre giovani talenti e professionisti del settore culturale. Oltre a questi interventi, molti altri progetti sono in corso in diverse città italiane, contribuendo a ridisegnare il tessuto urbano e a rilanciare l'economia locale attraverso nuove opportunità di lavoro e sviluppo. ESG e Innovazione Tecnologica: Il futuro della gestione pubblica L'approccio alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è fortemente orientato ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), diventati ormai un punto di riferimento essenziale per lo sviluppo sostenibile. Gli interventi in corso permetteranno una riduzione delle emissioni di CO2, un miglioramento dell’efficienza energetica e una crescita della biodiversità urbana. L’adozione delle fonti rinnovabili e l’utilizzo di materiali eco-compatibili contribuiscono a garantire la sostenibilità degli interventi. La digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questo processo: l'uso di tecnologie avanzate come il Building Information Modeling (BIM) e i Digital Twin consente di ottimizzare la gestione degli edifici pubblici, riducendo costi e sprechi. Inoltre, il monitoraggio digitale delle strutture permette di prevedere interventi di manutenzione in modo proattivo, aumentando la durata degli edifici e riducendo l’impatto ambientale. L'obiettivo è quello di creare un patrimonio immobiliare resiliente, efficiente e a basso impatto ambientale, trasformando l’edilizia pubblica in un modello virtuoso per il settore privato. Un nuovo paradigma per il patrimonio pubblico La valorizzazione degli immobili demaniali rappresenta una straordinaria opportunità per l'Italia. Non solo permette di ridurre la spesa pubblica, ma accelera la rigenerazione urbana, favorisce la crescita economica sostenibile e contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Grazie a partenariati pubblico-privati, strumenti finanziari innovativi e una pianificazione strategica mirata, il patrimonio pubblico può diventare un motore strategico per lo sviluppo urbano e sociale. La collaborazione con il settore privato consente di attrarre investimenti nazionali e internazionali, favorendo un modello di redditività sostenibile che coniuga interesse pubblico e profitto privato. Il futuro della gestione degli immobili dello Stato passa attraverso un’ottimizzazione delle risorse, una visione orientata alla sostenibilità e una governance trasparente ed efficiente. Il patrimonio immobiliare, spesso percepito come un peso, può trasformarsi in una leva strategica per lo sviluppo del Paese, costruendo città più vivibili, efficienti e inclusive. Homes4all abbraccia e incarna questa visione nella volontà di recuperare e rigenerare il patrimonio immobiliare dismesso, pubblico o privato che sia, per contrastare l'emergenza abitativa attraverso modelli di Social Housing. Fonte: https://www.agenziademanio.it/it/in-evidenza/litalia-e-i-suoi-beni-2024/
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PerMicro e Homes4All insieme per contrastare il disagio economico e abitativo
L’accessibilità finanziaria come punto focale per la completa realizzazione dell’inclusione sociale Homes4All, startup innovativa e società benefit che riduce l'emergenza abitativa favorendo la rigenerazione urbana grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale, annuncia l’avvio di una collaborazione strategica con PerMicro, intermediario finanziario specializzato in crediti e microcrediti per l’inclusione finanziaria. L’accordo mira a promuovere l’inclusione economica e sociale, offrendo opportunità concrete a persone in situazioni di vulnerabilità abitativa, economica e finanziaria. Comunicato Stampa
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L'impatto delle Società Benefit in Italia
Secondo la ricerca realizzata da Nativa in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tra il 2019 e il 2023, le imprese che hanno inserito obiettivi ESG hanno visto crescere di più il fatturato ed Ebitda rispetto a chi non lo ha fatto. In Italia, a fine 2023 erano 3.619 le aziende che hanno scelto di inserire le finalità di impatto sociale e ambientale nel proprio statuto a integrazione dell’obiettivo di profitto, con un valore della produzione cumulato pari a oltre 40 miliardi di euro e un capitale umano che conta più di 180.000 persone. Dal confronto con un campione rappresentativo di 15 mila imprese non Benefit è emerso come le società Benefit mostrino una dinamica migliore nella crescita del fatturato, con un incremento del +37% rispetto al +18% delle non Benefit. Un trend che si conferma per tutti i principali settori analizzati. La fotografia che emerge è quella di un gruppo di aziende dinamiche capaci di riconoscere maggiormente il valore del capitale umano e, al contempo, avere una migliore ridistribuzione di ricchezza tra i lavoratori. Tutti questi risultati identificano la Società Benefit come un'evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e una concreta espressione di innovazione. Noi crediamo molto in questo modo di fare impresa etico, responsabile e competitivo.
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Silver Housing Innovativo: Un Nuovo Modello Abitativo per il Benessere degli Over 65
Oggi in Italia vivono circa 14,2 milioni di persone con oltre sessantacinque anni. Questo dato, unito a un'aspettativa di vita che si estende fino a circa 86 anni, evidenzia l'importanza, sia a livello sociale e di welfare, di garantire soluzioni abitative che promuovano il benessere e l'autonomia per la popolazione senior per favorire e sostenere l’invecchiamento attivo. La longevità crescente, infatti, richiede un adeguamento dei modelli abitativi per rispondere alle esigenze di una popolazione che desidera mantenere la propria indipendenza il più a lungo possibile, pur con un crescente bisogno di sicurezza e assistenza. Mettere cioè la popolazione anziana al centro di un mondo di relazioni, in condizione di sentirsi utile, e di contribuire all’economia del paese. L'Importanza di un Abitare Adeguato Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), la cosiddetta "Healthy Life Expectancy" (HALE) si attesta intorno ai 76 anni, evidenziando come l'ultimo decennio di vita possa essere segnato da problematiche di salute. Questo significa che, sebbene l'aspettativa di vita si sia allungata, la qualità della vita negli ultimi anni non è sempre ottimale. È quindi essenziale ripensare il modello abitativo per favorire un invecchiamento in salute, come sottolinea il concetto di "aging in place": consentire agli anziani di rimanere nella propria casa il più a lungo possibile, mantenendo un ruolo attivo nella comunità e potendo accedere facilmente ai servizi di assistenza. Un'abitazione adeguata può prevenire molti problemi di salute, ridurre l'isolamento sociale e favorire un invecchiamento dignitoso e sereno. Le Sfide delle Abitazioni Tradizionali Molte case dove i senior hanno vissuto per decenni non sono più adatte a un invecchiamento sicuro e sereno. Gli appartamenti o le case di grandi dimensioni, spesso con barriere architettoniche come scale, bagni poco accessibili e mancanza di dispositivi di sicurezza, possono diventare un ostacolo al mantenimento dell'autonomia. Inoltre, le spese di manutenzione e i consumi energetici elevati di abitazioni datate possono rappresentare un ulteriore fattore di stress economico per le persone anziane. Le strutture assistenziali tradizionali, come case di riposo e RSA, risultano spesso soluzioni solo per chi ha necessità di cure mediche intensive, mentre la maggior parte degli over 65, ancora autosufficienti, potrebbe beneficiare di modelli più flessibili e orientati all'autonomia. Cos'è il Silver Housing Innovativo? Dalle ricerche sulla cosiddetta Silver Economy (fonte Confidustria) gli over 65 risultano avere un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35); un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35); una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila); una solidità finanziaria superiore. Non isolarsi e mantenere contatti nella terza età, non privarsi di consumi secondari e culturali giova sia alla salute fisico psicologica dell’individuo che al sistema paese, contribuendo alla domanda interna. Una risposta alle esigenze abitative di una popolazione “silver” profondamente diversa dal passato, è il Silver Housing: uno modello abitativo che favorisce sia l’indipendenza che la socialità, ed integra appartamenti indipendenti con una serie di servizi personalizzati, in grado di evolversi con l'età e le esigenze degli inquilini. Questo approccio è già ampiamente diffuso nei Paesi anglosassoni e dell'Europa settentrionale e si distingue per: - Sicurezza e comfort abitativo: Gli ambienti sono progettati per eliminare barriere architettoniche, come gradini e corridoi stretti, e includono dispositivi di sicurezza avanzati come sistemi di allarme e chiamata d'emergenza. - Servizi di prevenzione e socializzazione: Oltre a check-up medici di base e servizi di assistenza leggera, queste strutture offrono attività culturali, ludico-sportive e occasioni di socializzazione, fondamentali per il benessere mentale e fisico degli anziani. Modelli di Silver Housing in Europa In Europa, diversi Paesi hanno sviluppato con successo modelli di silver housing: - Regno Unito: Leader nel settore, con investimenti significativi in strutture che offrono appartamenti privati insieme a servizi comuni e assistenza sanitaria, spesso finanziati anche dal settore privato. - Germania e Svezia: Hanno implementato villaggi per pensionati autosufficienti, composti da appartamenti privati e spazi comuni per attività sociali e ricreative, promuovendo un modello comunitario di supporto reciproco. - Spagna: Barcellona ha sviluppato progetti di social housing per anziani, focalizzati sulla creazione di comunità coese e supporto reciproco. (Domus) Questi modelli dimostrano come il Silver Housing possa rappresentare una valida alternativa ai modelli assistenziali tradizionali, ponendo al centro la persona e il suo bisogno di indipendenza. Benefici del Silver Housing Il silver housing offre numerosi vantaggi che vanno oltre la semplice disponibilità di un'abitazione. Tra questi: - Autonomia: Gli anziani possono mantenere la propria indipendenza vivendo in appartamenti privati, senza la necessità di trasferirsi in strutture totalmente assistenziali. - Sicurezza: Gli spazi sono progettati per eliminare barriere architettoniche e garantire un ambiente sicuro, con sistemi di allarme e assistenza remota. - Socializzazione: Spazi comuni e attività organizzate promuovono l'interazione sociale, riducendo l'isolamento, una delle principali cause di declino psicologico nella terza età. - Assistenza personalizzata: Accesso a servizi sanitari e di supporto che si adattano progressivamente alle esigenze dell'individuo. Opportunità per l'Italia Lo sviluppo del Silver Housing Innovativo rappresenta un'opportunità fondamentale per il futuro del settore abitativo in Italia. Tuttavia, per una diffusione ampia ed equa, è necessario: - Sensibilizzare le famiglie: Informare sugli effettivi benefici del modello, superando il pregiudizio che lo associa esclusivamente alla perdita di autonomia. - Promuovere accessibilità economica: Trovare soluzioni che rendano questo modello sostenibile anche per fasce di reddito medio, ad esempio attraverso partenariati pubblico-privati e agevolazioni fiscali. - Incentivi normativi: Favorire la creazione di strutture attraverso normative che agevolino la riconversione di immobili esistenti o la creazione di nuove residenze integrate. Il Silver Housing Innovativo non è solo un'alternativa abitativa, ma un modello che promuove una longevità sana e attiva, garantendo dignità e qualità della vita per milioni di italiani. Homes4All si impegna a promuovere soluzioni abitative sostenibili e inclusive, contribuendo a un futuro in cui ogni senior possa vivere con serenità e sicurezza, mantenendo un ruolo attivo nella propria comunità e ricevendo l'assistenza di cui ha bisogno nel tempo.
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Guidare con uno scopo: la nuova leadership nel social housing
"Le case non sono solo edifici. Sono scelte politiche, culturali, sociali. E dietro ogni scelta, c'è sempre una leadership." In un tempo in cui il concetto stesso di abitare si trova al centro di tensioni sociali, trasformazioni urbane e diseguaglianze crescenti, la leadership nel settore del social housing non può più essere confinata alla sola amministrazione efficiente di risorse. Deve evolvere. Deve diventare una guida con uno scopo chiaro, umano e collettivo. Purpose: molto più di una missione aziendale Parliamo spesso di “purpose” come se fosse una moda manageriale. Un claim da inserire su una brochure o da esibire durante un pitch. Ma nel mondo del social housing, il purpose non è un'opzione: è la ragione stessa per cui esistiamo. Una leadership basata sul purpose non si misura solo in KPI o margini operativi, ma nella capacità di creare impatto reale nelle vite delle persone. È il tipo di leadership che si interroga continuamente: chi stiamo servendo? cosa stiamo cambiando davvero? quali ingiustizie stiamo contribuendo a correggere? Guidare con uno scopo nel settore dell’housing sociale significa accettare la complessità di operare in territori fragili, spesso invisibili alle politiche dominanti. Significa comprendere che non stiamo solo “fornendo un tetto”, ma lavorando all’intersezione tra povertà, salute mentale, disuguaglianze etniche e isolamento sociale. Leadership sistemica: la fine del leader-eroe Viviamo in un’epoca che ci ha fatto credere nel mito del “leader eroico”, capace di risolvere tutto da solo. Ma nel social housing questa narrazione non funziona. Non può funzionare. Qui, la leadership è necessariamente collettiva, distribuita, relazionale. Non si tratta di avere tutte le risposte, ma di creare le condizioni affinché le persone – collaboratori, residenti, partner pubblici e privati – possano porre le domande giuste. E co-creare le soluzioni. Questo richiede coraggio. Ma non il coraggio dell’eroe solitario. Il coraggio della vulnerabilità, dell’ascolto, della delega autentica. Richiede di saper dire: non lo so, ma possiamo capirlo insieme. Una delle intuizioni più potenti del nuovo modello di leadership è che guidare significa prendersi cura. Di sé, del proprio team, dei territori, delle comunità. È un’idea che scardina le logiche manageriali tradizionali, dove la produttività viene prima del benessere. In contesti in cui il burnout è una minaccia quotidiana – basti pensare al peso psicologico di chi gestisce emergenze abitative o progetti con famiglie vulnerabili – non possiamo permetterci una leadership che ignora l’umano. La cura diventa allora un atto politico e strategico. È parte del lavoro. È ciò che ci permette di durare, di innovare, di resistere. Coinvolgere chi abita: non una buona pratica, ma un dovere Non può esistere una leadership nel social housing che non metta le persone al centro dei processi decisionali. Questo non significa solo “fare partecipazione”, ma costruire veri e propri ecosistemi di fiducia. Perché se è vero che la casa è un diritto, è anche vero che le modalità con cui questo diritto viene esercitato parlano di potere, di riconoscimento, di inclusione. Il coinvolgimento degli abitanti non è solo una buona pratica. È un indicatore di maturità democratica. È la misura della nostra coerenza tra parole e azioni. Troppo spesso termini come "inclusione" o "giustizia sociale" vengono usati come decorazioni nei discorsi istituzionali. Ma nel social housing – dove si opera a diretto contatto con le vulnerabilità – queste parole devono farsi carne. Una leadership davvero trasparente è quella che spiega, condivide, ammette, che mette in discussione le proprie scelte alla luce del bene collettivo. Una leadership equa è quella che distribuisce potere, che lavora sulle disuguaglianze strutturali, che riconosce la diversità non come una voce in bilancio, ma come una risorsa culturale e progettuale. Il futuro dell’abitare ha bisogno di leader capaci di visione e ascolto La sfida del nostro tempo non è solo costruire case ma immaginare un nuovo modo di abitare il mondo. Questo richiede tempo e probabilmente una nuova generazione di leader capaci di unire l’efficienza alla gentilezza, la strategia alla compassione. Leader che sappiano sostenere gli altri senza perdersi. Leader che non guidano da soli, ma con gli altri, per gli altri, tra gli altri. Perché, in fondo, guidare con uno scopo significa questo: trasformare il potere in possibilità, l’organizzazione in comunità, l’abitare in appartenenza.
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Casa: un bene sempre più inaccessibile. Quali soluzioni per il futuro?
Il mercato immobiliare in Italia è sempre più inaccessibile. Acquistare o anche solo affittare una casa è diventato un obiettivo sempre più irraggiungibile per milioni di famiglie italiane. Secondo i dati dell'Osservatorio Congiunturale 2025 dell'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), quasi 10 milioni di nuclei familiari si trovano in una situazione di impasse: troppo benestanti per accedere all'edilizia popolare, ma con redditi insufficienti per sostenere i costi del mercato immobiliare privato. Una emergenza abitativa che Acquisto casa: un lusso per pochi Uno degli indicatori chiave per misurare l’accessibilità all’acquisto di un'abitazione è la quota di reddito disponibile che una famiglia deve destinare al pagamento delle rate del mutuo. Secondo gli esperti, la soglia massima di sostenibilità è fissata al 30% del reddito. Ma i numeri ci raccontano un'altra realtà: - Per le famiglie con redditi più bassi (fino a 15.000 euro annui), l’incidenza media della rata del mutuo è già al 38,8%, superando quindi il limite considerato sostenibile. - Nelle grandi città il problema si amplifica: a Milano l’incidenza raggiunge addirittura l’82,9%, a Roma il 61,4%, e a Firenze il 61%. - Per le famiglie della "fascia grigia" (redditi fino a 24.000 euro), la media nazionale è al 24,9%, ma a Milano si sale al 54% e a Napoli e Firenze al 41%. Affitti sempre più cari: la seconda opzione è davvero sostenibile? Di fronte alla difficoltà di acquistare casa, molti puntano sulle locazioni, ma anche qui i numeri sono preoccupanti. Secondo il rapporto Ance, l’indice di accessibilità per chi è in affitto – calcolato come il rapporto tra il canone annuo e il reddito disponibile – mostra una situazione critica: - Per le famiglie con redditi bassi, l'affitto incide in media per il 36,1% del reddito, con punte del 70% a Milano e 60% a Roma e Firenze. - Anche la fascia grigia soffre l’impatto degli affitti elevati, con una media del 23,2% su scala nazionale e percentuali che salgono fino al 46% a Milano. L'emergenza abitativa non riguarda solo le fasce più deboli, ma si sta allargando anche al ceto medio, sempre più schiacciato tra salari stagnanti e costi immobiliari in costante aumento. Un problema europeo, una soluzione comune? Il problema della casa non riguarda solo l'Italia: tutta l’Europa si trova a fare i conti con un mercato immobiliare sempre meno accessibile. Proprio per questo, la Commissione Europea ha istituito il nuovo incarico di Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, affidato a Dan Jørgensen, con l’obiettivo di mettere il tema al centro dell’agenda politica dell’Unione. Anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è stata chiamata a intervenire, sviluppando strumenti finanziari per incentivare l'offerta di abitazioni a prezzi calmierati. Social Housing: una risposta concreta alla crisi abitativa Di fronte a questo scenario, il Social Housing rappresenta una delle soluzioni più efficaci per rispondere all’emergenza abitativa. Offrendo case in affitto a canone calmierato, sostenibilità energetica e spazi pensati per la socialità, questo modello abitativo garantisce una risposta concreta a chi si trova nella cosiddetta "terra di mezzo" tra edilizia popolare e libero mercato. In Italia, però, la conoscenza di questo strumento è ancora limitata: secondo il 3° Rapporto Federproprietà-Censis, solo il 28,6% degli italiani sa cos'è il Social Housing, e appena il 5,7% ne conosce davvero le caratteristiche. Per questo è fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di modelli abitativi più inclusivi e sostenibili, affinché la casa torni a essere un diritto e non un privilegio per pochi.
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Piani città-Demanio per ricreare valore dal patrimonio pubblico
Un Patrimonio sottovalutato che può trasformare il Paese L'Italia vanta un patrimonio immobiliare pubblico di oltre 44.000 edifici e aree per un valore complessivo di circa 62,8 miliardi di euro. Si tratta di caserme, uffici, ex strutture industriali e beni storico-artistici, molti dei quali rimasti inutilizzati per decenni. Il potenziale inespresso di questi immobili rappresenta una grande opportunità per il Paese. Il nuovo approccio alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico mira a trasformare questi asset da costi passivi a strumenti di crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale. Questo processo non solo riduce il degrado urbano, ma crea nuove occasioni di sviluppo per le comunità locali, migliorando la qualità della vita dei cittadini e attirando investimenti privati. Inoltre, il riuso intelligente degli spazi permette di ottimizzare le risorse pubbliche e di ridurre la pressione sulle casse dello Stato, generando ricadute positive anche a livello fiscale. Il nuovo approccio alla valorizzazione del Demanio L'Agenzia del Demanio ha lanciato un ambizioso piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli immobili pubblici con un investimento di oltre 3,5 miliardi di euro, con un incremento degli stanziamenti previsto per il prossimo triennio. I principi chiave di questa trasformazione sono sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, elementi fondamentali per una gestione moderna ed efficiente del patrimonio pubblico. Attraverso il Piano Città degli Immobili Pubblici, l’Agenzia promuove una pianificazione partecipata, coinvolgendo enti locali, imprese e cittadini. Il nuovo modello gestionale punta alla rigenerazione urbana, al risparmio energetico e alla creazione di nuovi poli di attrazione economica e sociale. Questa iniziativa permette di ridurre le spese per le locazioni passive della Pubblica Amministrazione, con un risparmio stimato di 70 milioni di euro annui, che diventeranno 150 milioni dal 2027. Inoltre, la trasformazione degli edifici pubblici non riguarda solo il loro utilizzo, ma anche l'adozione di nuove tecnologie per la gestione digitale e predittiva degli immobili. Esempi di Successo: Dai compendi abbandonati a Nuovi centri di Vita Tra i progetti più rilevanti spicca il Parco della Giustizia di Bari, un'area dismessa di 15 ettari che verrà trasformata in un moderno centro giudiziario green, con un investimento di 405 milioni di euro. Questa iniziativa non solo centralizzerà gli uffici giudiziari, migliorando l'efficienza dei servizi pubblici, ma restituirà alla città un’area oggi inutilizzata, rendendola un nuovo punto di riferimento per la comunità. Un altro caso di successo è la trasformazione dell'ex carcere di Perugia in una cittadella della giustizia, che darà nuova vita a un edificio altrimenti abbandonato. A Torino, invece, la Manifattura Tabacchi diventerà un polo culturale e creativo, capace di attrarre giovani talenti e professionisti del settore culturale. Oltre a questi interventi, molti altri progetti sono in corso in diverse città italiane, contribuendo a ridisegnare il tessuto urbano e a rilanciare l'economia locale attraverso nuove opportunità di lavoro e sviluppo. ESG e Innovazione Tecnologica: Il futuro della gestione pubblica L'approccio alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è fortemente orientato ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), diventati ormai un punto di riferimento essenziale per lo sviluppo sostenibile. Gli interventi in corso permetteranno una riduzione delle emissioni di CO2, un miglioramento dell’efficienza energetica e una crescita della biodiversità urbana. L’adozione delle fonti rinnovabili e l’utilizzo di materiali eco-compatibili contribuiscono a garantire la sostenibilità degli interventi. La digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questo processo: l'uso di tecnologie avanzate come il Building Information Modeling (BIM) e i Digital Twin consente di ottimizzare la gestione degli edifici pubblici, riducendo costi e sprechi. Inoltre, il monitoraggio digitale delle strutture permette di prevedere interventi di manutenzione in modo proattivo, aumentando la durata degli edifici e riducendo l’impatto ambientale. L'obiettivo è quello di creare un patrimonio immobiliare resiliente, efficiente e a basso impatto ambientale, trasformando l’edilizia pubblica in un modello virtuoso per il settore privato. Un nuovo paradigma per il patrimonio pubblico La valorizzazione degli immobili demaniali rappresenta una straordinaria opportunità per l'Italia. Non solo permette di ridurre la spesa pubblica, ma accelera la rigenerazione urbana, favorisce la crescita economica sostenibile e contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Grazie a partenariati pubblico-privati, strumenti finanziari innovativi e una pianificazione strategica mirata, il patrimonio pubblico può diventare un motore strategico per lo sviluppo urbano e sociale. La collaborazione con il settore privato consente di attrarre investimenti nazionali e internazionali, favorendo un modello di redditività sostenibile che coniuga interesse pubblico e profitto privato. Il futuro della gestione degli immobili dello Stato passa attraverso un’ottimizzazione delle risorse, una visione orientata alla sostenibilità e una governance trasparente ed efficiente. Il patrimonio immobiliare, spesso percepito come un peso, può trasformarsi in una leva strategica per lo sviluppo del Paese, costruendo città più vivibili, efficienti e inclusive. Homes4all abbraccia e incarna questa visione nella volontà di recuperare e rigenerare il patrimonio immobiliare dismesso, pubblico o privato che sia, per contrastare l'emergenza abitativa attraverso modelli di Social Housing. Fonte: https://www.agenziademanio.it/it/in-evidenza/litalia-e-i-suoi-beni-2024/
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PerMicro e Homes4All insieme per contrastare il disagio economico e abitativo
L’accessibilità finanziaria come punto focale per la completa realizzazione dell’inclusione sociale Homes4All, startup innovativa e società benefit che riduce l'emergenza abitativa favorendo la rigenerazione urbana grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale, annuncia l’avvio di una collaborazione strategica con PerMicro, intermediario finanziario specializzato in crediti e microcrediti per l’inclusione finanziaria. L’accordo mira a promuovere l’inclusione economica e sociale, offrendo opportunità concrete a persone in situazioni di vulnerabilità abitativa, economica e finanziaria. Comunicato Stampa
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L'impatto delle Società Benefit in Italia
Secondo la ricerca realizzata da Nativa in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tra il 2019 e il 2023, le imprese che hanno inserito obiettivi ESG hanno visto crescere di più il fatturato ed Ebitda rispetto a chi non lo ha fatto. In Italia, a fine 2023 erano 3.619 le aziende che hanno scelto di inserire le finalità di impatto sociale e ambientale nel proprio statuto a integrazione dell’obiettivo di profitto, con un valore della produzione cumulato pari a oltre 40 miliardi di euro e un capitale umano che conta più di 180.000 persone. Dal confronto con un campione rappresentativo di 15 mila imprese non Benefit è emerso come le società Benefit mostrino una dinamica migliore nella crescita del fatturato, con un incremento del +37% rispetto al +18% delle non Benefit. Un trend che si conferma per tutti i principali settori analizzati. La fotografia che emerge è quella di un gruppo di aziende dinamiche capaci di riconoscere maggiormente il valore del capitale umano e, al contempo, avere una migliore ridistribuzione di ricchezza tra i lavoratori. Tutti questi risultati identificano la Società Benefit come un'evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e una concreta espressione di innovazione. Noi crediamo molto in questo modo di fare impresa etico, responsabile e competitivo.
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Silver Housing Innovativo: Un Nuovo Modello Abitativo per il Benessere degli Over 65
Oggi in Italia vivono circa 14,2 milioni di persone con oltre sessantacinque anni. Questo dato, unito a un'aspettativa di vita che si estende fino a circa 86 anni, evidenzia l'importanza, sia a livello sociale e di welfare, di garantire soluzioni abitative che promuovano il benessere e l'autonomia per la popolazione senior per favorire e sostenere l’invecchiamento attivo. La longevità crescente, infatti, richiede un adeguamento dei modelli abitativi per rispondere alle esigenze di una popolazione che desidera mantenere la propria indipendenza il più a lungo possibile, pur con un crescente bisogno di sicurezza e assistenza. Mettere cioè la popolazione anziana al centro di un mondo di relazioni, in condizione di sentirsi utile, e di contribuire all’economia del paese. L'Importanza di un Abitare Adeguato Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), la cosiddetta "Healthy Life Expectancy" (HALE) si attesta intorno ai 76 anni, evidenziando come l'ultimo decennio di vita possa essere segnato da problematiche di salute. Questo significa che, sebbene l'aspettativa di vita si sia allungata, la qualità della vita negli ultimi anni non è sempre ottimale. È quindi essenziale ripensare il modello abitativo per favorire un invecchiamento in salute, come sottolinea il concetto di "aging in place": consentire agli anziani di rimanere nella propria casa il più a lungo possibile, mantenendo un ruolo attivo nella comunità e potendo accedere facilmente ai servizi di assistenza. Un'abitazione adeguata può prevenire molti problemi di salute, ridurre l'isolamento sociale e favorire un invecchiamento dignitoso e sereno. Le Sfide delle Abitazioni Tradizionali Molte case dove i senior hanno vissuto per decenni non sono più adatte a un invecchiamento sicuro e sereno. Gli appartamenti o le case di grandi dimensioni, spesso con barriere architettoniche come scale, bagni poco accessibili e mancanza di dispositivi di sicurezza, possono diventare un ostacolo al mantenimento dell'autonomia. Inoltre, le spese di manutenzione e i consumi energetici elevati di abitazioni datate possono rappresentare un ulteriore fattore di stress economico per le persone anziane. Le strutture assistenziali tradizionali, come case di riposo e RSA, risultano spesso soluzioni solo per chi ha necessità di cure mediche intensive, mentre la maggior parte degli over 65, ancora autosufficienti, potrebbe beneficiare di modelli più flessibili e orientati all'autonomia. Cos'è il Silver Housing Innovativo? Dalle ricerche sulla cosiddetta Silver Economy (fonte Confidustria) gli over 65 risultano avere un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35); un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35); una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila); una solidità finanziaria superiore. Non isolarsi e mantenere contatti nella terza età, non privarsi di consumi secondari e culturali giova sia alla salute fisico psicologica dell’individuo che al sistema paese, contribuendo alla domanda interna. Una risposta alle esigenze abitative di una popolazione “silver” profondamente diversa dal passato, è il Silver Housing: uno modello abitativo che favorisce sia l’indipendenza che la socialità, ed integra appartamenti indipendenti con una serie di servizi personalizzati, in grado di evolversi con l'età e le esigenze degli inquilini. Questo approccio è già ampiamente diffuso nei Paesi anglosassoni e dell'Europa settentrionale e si distingue per: - Sicurezza e comfort abitativo: Gli ambienti sono progettati per eliminare barriere architettoniche, come gradini e corridoi stretti, e includono dispositivi di sicurezza avanzati come sistemi di allarme e chiamata d'emergenza. - Servizi di prevenzione e socializzazione: Oltre a check-up medici di base e servizi di assistenza leggera, queste strutture offrono attività culturali, ludico-sportive e occasioni di socializzazione, fondamentali per il benessere mentale e fisico degli anziani. Modelli di Silver Housing in Europa In Europa, diversi Paesi hanno sviluppato con successo modelli di silver housing: - Regno Unito: Leader nel settore, con investimenti significativi in strutture che offrono appartamenti privati insieme a servizi comuni e assistenza sanitaria, spesso finanziati anche dal settore privato. - Germania e Svezia: Hanno implementato villaggi per pensionati autosufficienti, composti da appartamenti privati e spazi comuni per attività sociali e ricreative, promuovendo un modello comunitario di supporto reciproco. - Spagna: Barcellona ha sviluppato progetti di social housing per anziani, focalizzati sulla creazione di comunità coese e supporto reciproco. (Domus) Questi modelli dimostrano come il Silver Housing possa rappresentare una valida alternativa ai modelli assistenziali tradizionali, ponendo al centro la persona e il suo bisogno di indipendenza. Benefici del Silver Housing Il silver housing offre numerosi vantaggi che vanno oltre la semplice disponibilità di un'abitazione. Tra questi: - Autonomia: Gli anziani possono mantenere la propria indipendenza vivendo in appartamenti privati, senza la necessità di trasferirsi in strutture totalmente assistenziali. - Sicurezza: Gli spazi sono progettati per eliminare barriere architettoniche e garantire un ambiente sicuro, con sistemi di allarme e assistenza remota. - Socializzazione: Spazi comuni e attività organizzate promuovono l'interazione sociale, riducendo l'isolamento, una delle principali cause di declino psicologico nella terza età. - Assistenza personalizzata: Accesso a servizi sanitari e di supporto che si adattano progressivamente alle esigenze dell'individuo. Opportunità per l'Italia Lo sviluppo del Silver Housing Innovativo rappresenta un'opportunità fondamentale per il futuro del settore abitativo in Italia. Tuttavia, per una diffusione ampia ed equa, è necessario: - Sensibilizzare le famiglie: Informare sugli effettivi benefici del modello, superando il pregiudizio che lo associa esclusivamente alla perdita di autonomia. - Promuovere accessibilità economica: Trovare soluzioni che rendano questo modello sostenibile anche per fasce di reddito medio, ad esempio attraverso partenariati pubblico-privati e agevolazioni fiscali. - Incentivi normativi: Favorire la creazione di strutture attraverso normative che agevolino la riconversione di immobili esistenti o la creazione di nuove residenze integrate. Il Silver Housing Innovativo non è solo un'alternativa abitativa, ma un modello che promuove una longevità sana e attiva, garantendo dignità e qualità della vita per milioni di italiani. Homes4All si impegna a promuovere soluzioni abitative sostenibili e inclusive, contribuendo a un futuro in cui ogni senior possa vivere con serenità e sicurezza, mantenendo un ruolo attivo nella propria comunità e ricevendo l'assistenza di cui ha bisogno nel tempo.
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Guidare con uno scopo: la nuova leadership nel social housing
"Le case non sono solo edifici. Sono scelte politiche, culturali, sociali. E dietro ogni scelta, c'è sempre una leadership." In un tempo in cui il concetto stesso di abitare si trova al centro di tensioni sociali, trasformazioni urbane e diseguaglianze crescenti, la leadership nel settore del social housing non può più essere confinata alla sola amministrazione efficiente di risorse. Deve evolvere. Deve diventare una guida con uno scopo chiaro, umano e collettivo. Purpose: molto più di una missione aziendale Parliamo spesso di “purpose” come se fosse una moda manageriale. Un claim da inserire su una brochure o da esibire durante un pitch. Ma nel mondo del social housing, il purpose non è un'opzione: è la ragione stessa per cui esistiamo. Una leadership basata sul purpose non si misura solo in KPI o margini operativi, ma nella capacità di creare impatto reale nelle vite delle persone. È il tipo di leadership che si interroga continuamente: chi stiamo servendo? cosa stiamo cambiando davvero? quali ingiustizie stiamo contribuendo a correggere? Guidare con uno scopo nel settore dell’housing sociale significa accettare la complessità di operare in territori fragili, spesso invisibili alle politiche dominanti. Significa comprendere che non stiamo solo “fornendo un tetto”, ma lavorando all’intersezione tra povertà, salute mentale, disuguaglianze etniche e isolamento sociale. Leadership sistemica: la fine del leader-eroe Viviamo in un’epoca che ci ha fatto credere nel mito del “leader eroico”, capace di risolvere tutto da solo. Ma nel social housing questa narrazione non funziona. Non può funzionare. Qui, la leadership è necessariamente collettiva, distribuita, relazionale. Non si tratta di avere tutte le risposte, ma di creare le condizioni affinché le persone – collaboratori, residenti, partner pubblici e privati – possano porre le domande giuste. E co-creare le soluzioni. Questo richiede coraggio. Ma non il coraggio dell’eroe solitario. Il coraggio della vulnerabilità, dell’ascolto, della delega autentica. Richiede di saper dire: non lo so, ma possiamo capirlo insieme. Una delle intuizioni più potenti del nuovo modello di leadership è che guidare significa prendersi cura. Di sé, del proprio team, dei territori, delle comunità. È un’idea che scardina le logiche manageriali tradizionali, dove la produttività viene prima del benessere. In contesti in cui il burnout è una minaccia quotidiana – basti pensare al peso psicologico di chi gestisce emergenze abitative o progetti con famiglie vulnerabili – non possiamo permetterci una leadership che ignora l’umano. La cura diventa allora un atto politico e strategico. È parte del lavoro. È ciò che ci permette di durare, di innovare, di resistere. Coinvolgere chi abita: non una buona pratica, ma un dovere Non può esistere una leadership nel social housing che non metta le persone al centro dei processi decisionali. Questo non significa solo “fare partecipazione”, ma costruire veri e propri ecosistemi di fiducia. Perché se è vero che la casa è un diritto, è anche vero che le modalità con cui questo diritto viene esercitato parlano di potere, di riconoscimento, di inclusione. Il coinvolgimento degli abitanti non è solo una buona pratica. È un indicatore di maturità democratica. È la misura della nostra coerenza tra parole e azioni. Troppo spesso termini come "inclusione" o "giustizia sociale" vengono usati come decorazioni nei discorsi istituzionali. Ma nel social housing – dove si opera a diretto contatto con le vulnerabilità – queste parole devono farsi carne. Una leadership davvero trasparente è quella che spiega, condivide, ammette, che mette in discussione le proprie scelte alla luce del bene collettivo. Una leadership equa è quella che distribuisce potere, che lavora sulle disuguaglianze strutturali, che riconosce la diversità non come una voce in bilancio, ma come una risorsa culturale e progettuale. Il futuro dell’abitare ha bisogno di leader capaci di visione e ascolto La sfida del nostro tempo non è solo costruire case ma immaginare un nuovo modo di abitare il mondo. Questo richiede tempo e probabilmente una nuova generazione di leader capaci di unire l’efficienza alla gentilezza, la strategia alla compassione. Leader che sappiano sostenere gli altri senza perdersi. Leader che non guidano da soli, ma con gli altri, per gli altri, tra gli altri. Perché, in fondo, guidare con uno scopo significa questo: trasformare il potere in possibilità, l’organizzazione in comunità, l’abitare in appartenenza.
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Casa: un bene sempre più inaccessibile. Quali soluzioni per il futuro?
Il mercato immobiliare in Italia è sempre più inaccessibile. Acquistare o anche solo affittare una casa è diventato un obiettivo sempre più irraggiungibile per milioni di famiglie italiane. Secondo i dati dell'Osservatorio Congiunturale 2025 dell'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), quasi 10 milioni di nuclei familiari si trovano in una situazione di impasse: troppo benestanti per accedere all'edilizia popolare, ma con redditi insufficienti per sostenere i costi del mercato immobiliare privato. Una emergenza abitativa che Acquisto casa: un lusso per pochi Uno degli indicatori chiave per misurare l’accessibilità all’acquisto di un'abitazione è la quota di reddito disponibile che una famiglia deve destinare al pagamento delle rate del mutuo. Secondo gli esperti, la soglia massima di sostenibilità è fissata al 30% del reddito. Ma i numeri ci raccontano un'altra realtà: - Per le famiglie con redditi più bassi (fino a 15.000 euro annui), l’incidenza media della rata del mutuo è già al 38,8%, superando quindi il limite considerato sostenibile. - Nelle grandi città il problema si amplifica: a Milano l’incidenza raggiunge addirittura l’82,9%, a Roma il 61,4%, e a Firenze il 61%. - Per le famiglie della "fascia grigia" (redditi fino a 24.000 euro), la media nazionale è al 24,9%, ma a Milano si sale al 54% e a Napoli e Firenze al 41%. Affitti sempre più cari: la seconda opzione è davvero sostenibile? Di fronte alla difficoltà di acquistare casa, molti puntano sulle locazioni, ma anche qui i numeri sono preoccupanti. Secondo il rapporto Ance, l’indice di accessibilità per chi è in affitto – calcolato come il rapporto tra il canone annuo e il reddito disponibile – mostra una situazione critica: - Per le famiglie con redditi bassi, l'affitto incide in media per il 36,1% del reddito, con punte del 70% a Milano e 60% a Roma e Firenze. - Anche la fascia grigia soffre l’impatto degli affitti elevati, con una media del 23,2% su scala nazionale e percentuali che salgono fino al 46% a Milano. L'emergenza abitativa non riguarda solo le fasce più deboli, ma si sta allargando anche al ceto medio, sempre più schiacciato tra salari stagnanti e costi immobiliari in costante aumento. Un problema europeo, una soluzione comune? Il problema della casa non riguarda solo l'Italia: tutta l’Europa si trova a fare i conti con un mercato immobiliare sempre meno accessibile. Proprio per questo, la Commissione Europea ha istituito il nuovo incarico di Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, affidato a Dan Jørgensen, con l’obiettivo di mettere il tema al centro dell’agenda politica dell’Unione. Anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è stata chiamata a intervenire, sviluppando strumenti finanziari per incentivare l'offerta di abitazioni a prezzi calmierati. Social Housing: una risposta concreta alla crisi abitativa Di fronte a questo scenario, il Social Housing rappresenta una delle soluzioni più efficaci per rispondere all’emergenza abitativa. Offrendo case in affitto a canone calmierato, sostenibilità energetica e spazi pensati per la socialità, questo modello abitativo garantisce una risposta concreta a chi si trova nella cosiddetta "terra di mezzo" tra edilizia popolare e libero mercato. In Italia, però, la conoscenza di questo strumento è ancora limitata: secondo il 3° Rapporto Federproprietà-Censis, solo il 28,6% degli italiani sa cos'è il Social Housing, e appena il 5,7% ne conosce davvero le caratteristiche. Per questo è fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di modelli abitativi più inclusivi e sostenibili, affinché la casa torni a essere un diritto e non un privilegio per pochi.
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Piani città-Demanio per ricreare valore dal patrimonio pubblico
Un Patrimonio sottovalutato che può trasformare il Paese L'Italia vanta un patrimonio immobiliare pubblico di oltre 44.000 edifici e aree per un valore complessivo di circa 62,8 miliardi di euro. Si tratta di caserme, uffici, ex strutture industriali e beni storico-artistici, molti dei quali rimasti inutilizzati per decenni. Il potenziale inespresso di questi immobili rappresenta una grande opportunità per il Paese. Il nuovo approccio alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico mira a trasformare questi asset da costi passivi a strumenti di crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale. Questo processo non solo riduce il degrado urbano, ma crea nuove occasioni di sviluppo per le comunità locali, migliorando la qualità della vita dei cittadini e attirando investimenti privati. Inoltre, il riuso intelligente degli spazi permette di ottimizzare le risorse pubbliche e di ridurre la pressione sulle casse dello Stato, generando ricadute positive anche a livello fiscale. Il nuovo approccio alla valorizzazione del Demanio L'Agenzia del Demanio ha lanciato un ambizioso piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli immobili pubblici con un investimento di oltre 3,5 miliardi di euro, con un incremento degli stanziamenti previsto per il prossimo triennio. I principi chiave di questa trasformazione sono sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, elementi fondamentali per una gestione moderna ed efficiente del patrimonio pubblico. Attraverso il Piano Città degli Immobili Pubblici, l’Agenzia promuove una pianificazione partecipata, coinvolgendo enti locali, imprese e cittadini. Il nuovo modello gestionale punta alla rigenerazione urbana, al risparmio energetico e alla creazione di nuovi poli di attrazione economica e sociale. Questa iniziativa permette di ridurre le spese per le locazioni passive della Pubblica Amministrazione, con un risparmio stimato di 70 milioni di euro annui, che diventeranno 150 milioni dal 2027. Inoltre, la trasformazione degli edifici pubblici non riguarda solo il loro utilizzo, ma anche l'adozione di nuove tecnologie per la gestione digitale e predittiva degli immobili. Esempi di Successo: Dai compendi abbandonati a Nuovi centri di Vita Tra i progetti più rilevanti spicca il Parco della Giustizia di Bari, un'area dismessa di 15 ettari che verrà trasformata in un moderno centro giudiziario green, con un investimento di 405 milioni di euro. Questa iniziativa non solo centralizzerà gli uffici giudiziari, migliorando l'efficienza dei servizi pubblici, ma restituirà alla città un’area oggi inutilizzata, rendendola un nuovo punto di riferimento per la comunità. Un altro caso di successo è la trasformazione dell'ex carcere di Perugia in una cittadella della giustizia, che darà nuova vita a un edificio altrimenti abbandonato. A Torino, invece, la Manifattura Tabacchi diventerà un polo culturale e creativo, capace di attrarre giovani talenti e professionisti del settore culturale. Oltre a questi interventi, molti altri progetti sono in corso in diverse città italiane, contribuendo a ridisegnare il tessuto urbano e a rilanciare l'economia locale attraverso nuove opportunità di lavoro e sviluppo. ESG e Innovazione Tecnologica: Il futuro della gestione pubblica L'approccio alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è fortemente orientato ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), diventati ormai un punto di riferimento essenziale per lo sviluppo sostenibile. Gli interventi in corso permetteranno una riduzione delle emissioni di CO2, un miglioramento dell’efficienza energetica e una crescita della biodiversità urbana. L’adozione delle fonti rinnovabili e l’utilizzo di materiali eco-compatibili contribuiscono a garantire la sostenibilità degli interventi. La digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questo processo: l'uso di tecnologie avanzate come il Building Information Modeling (BIM) e i Digital Twin consente di ottimizzare la gestione degli edifici pubblici, riducendo costi e sprechi. Inoltre, il monitoraggio digitale delle strutture permette di prevedere interventi di manutenzione in modo proattivo, aumentando la durata degli edifici e riducendo l’impatto ambientale. L'obiettivo è quello di creare un patrimonio immobiliare resiliente, efficiente e a basso impatto ambientale, trasformando l’edilizia pubblica in un modello virtuoso per il settore privato. Un nuovo paradigma per il patrimonio pubblico La valorizzazione degli immobili demaniali rappresenta una straordinaria opportunità per l'Italia. Non solo permette di ridurre la spesa pubblica, ma accelera la rigenerazione urbana, favorisce la crescita economica sostenibile e contribuisce al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Grazie a partenariati pubblico-privati, strumenti finanziari innovativi e una pianificazione strategica mirata, il patrimonio pubblico può diventare un motore strategico per lo sviluppo urbano e sociale. La collaborazione con il settore privato consente di attrarre investimenti nazionali e internazionali, favorendo un modello di redditività sostenibile che coniuga interesse pubblico e profitto privato. Il futuro della gestione degli immobili dello Stato passa attraverso un’ottimizzazione delle risorse, una visione orientata alla sostenibilità e una governance trasparente ed efficiente. Il patrimonio immobiliare, spesso percepito come un peso, può trasformarsi in una leva strategica per lo sviluppo del Paese, costruendo città più vivibili, efficienti e inclusive. Homes4all abbraccia e incarna questa visione nella volontà di recuperare e rigenerare il patrimonio immobiliare dismesso, pubblico o privato che sia, per contrastare l'emergenza abitativa attraverso modelli di Social Housing. Fonte: https://www.agenziademanio.it/it/in-evidenza/litalia-e-i-suoi-beni-2024/
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PerMicro e Homes4All insieme per contrastare il disagio economico e abitativo
L’accessibilità finanziaria come punto focale per la completa realizzazione dell’inclusione sociale Homes4All, startup innovativa e società benefit che riduce l'emergenza abitativa favorendo la rigenerazione urbana grazie alla sua rete di investitori a impatto sociale, annuncia l’avvio di una collaborazione strategica con PerMicro, intermediario finanziario specializzato in crediti e microcrediti per l’inclusione finanziaria. L’accordo mira a promuovere l’inclusione economica e sociale, offrendo opportunità concrete a persone in situazioni di vulnerabilità abitativa, economica e finanziaria. Comunicato Stampa
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L'impatto delle Società Benefit in Italia
Secondo la ricerca realizzata da Nativa in collaborazione con Intesa Sanpaolo, tra il 2019 e il 2023, le imprese che hanno inserito obiettivi ESG hanno visto crescere di più il fatturato ed Ebitda rispetto a chi non lo ha fatto. In Italia, a fine 2023 erano 3.619 le aziende che hanno scelto di inserire le finalità di impatto sociale e ambientale nel proprio statuto a integrazione dell’obiettivo di profitto, con un valore della produzione cumulato pari a oltre 40 miliardi di euro e un capitale umano che conta più di 180.000 persone. Dal confronto con un campione rappresentativo di 15 mila imprese non Benefit è emerso come le società Benefit mostrino una dinamica migliore nella crescita del fatturato, con un incremento del +37% rispetto al +18% delle non Benefit. Un trend che si conferma per tutti i principali settori analizzati. La fotografia che emerge è quella di un gruppo di aziende dinamiche capaci di riconoscere maggiormente il valore del capitale umano e, al contempo, avere una migliore ridistribuzione di ricchezza tra i lavoratori. Tutti questi risultati identificano la Società Benefit come un'evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e una concreta espressione di innovazione. Noi crediamo molto in questo modo di fare impresa etico, responsabile e competitivo.
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